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pistojani. LETTERA APERTA AL NEO VESCOVO AUGUSTO. CHE SI PREPARI AL POST ATTERRAGGIO!

  • alessandroromiti
  • 14 mag
  • Tempo di lettura: 7 min

Non potevamo mancare di fare una lettera di benvenuto al neo incaricato Vescovo Augusto Mascagna che si sta preparando al “salto mortale” in Pistoia: il problema non sarà questo, ma il post atterraggio. Noi, cronisti montanelliani e terzaniani, lo dobbiamo avvisare: gli vogliamo già bene. A pelle!


PISTOIA- VATICANO. Una lettera aperta di benvenuto al neo Vescovo Augusto, predisposta dopo una lunga e ardua selezione dei fatti di cronaca del nostro archivio di redazione.


A sinistra il compianto Vescovo Mansueto Bianchi che, ci riportano, fuggì a Roma (vox populi...) il neo incaricato Augusto Mascagna, un ottimo parroco lanciato in un "salto mortale" e a destra il dimesso Fausto Tardelli che, appunto, lascia l'episcopio pistojano, con qualche mal di testa.


Caro Vescovo Augusto,


perdonaci se ci permettiamo di scrivere questa lettera, solo all’apparenza irriverente, ma qualcuno deve fare il “lavoro sporco, andando controcorrente”, cioè informare il nuovo Pastore, inesperto del servizio di Vicario e ignaro del contesto socio/politico locale che, seppur eccellente parroco di campagna a Civita Castellana, si troverà presto avvolto dai perigli pistojani che sono prossimi, dietro la curva, immanenti. Un servizio affidato dal Santo Spirito, per niente confortevole e sereno, molto tribolante, in linea con il sacrificio che è richiamato nella croce, a ogni presbitero. Si dice – e chi scrive lo sa bene de relato, da altri preti passati e anche dal Collegio San Paolo a Roma – che questa Diocesi sia sgradita a tutti, e che c’abbia una brutta nomea; insomma è una destinazione jellata, forse per come perennemente ipotecata dal furto di Vanni Fucci in Cattedrale.


La Diocesi è, dunque, usando un eufemismo, davvero difficoltosa e sgradita ai presbiteri che provano ad affacciarsi. Chiedilo al discriminato prete Don Giustino (uno di IIIa classe, lo troverai in seminario, ancora senza il campanello condominiale, ed è questo, un vero scandalo!).

I parroci che sono inviati a Pistoja dal Vaticano, incrociano le dita (ma in realtà fanno altri gesti scaramantici) quando sanno di doversi recare in questa terra di vivai, treni e massoni dove poi, vengono classificati per categorie, come i treni di una volta, prima, seconda e terza!

Sono infatti i massoni, intesi come centri di potere politico-finanziario a coordinare e dirigere la polis con risultati spesso, tutt’altro che evangelici, osando anche pungolare il Vescovo, e non solo. 



La vicenda di Vicofaro è stata una spina nel piede per Fausto: il Comitato di quartiere è rimasto ostaggio per 10 anni, con i cittadini stalkerizzati (un caso di stalker giudiziario) con violazioni alle essenziali regole di sicurezza e igiene, ignorate dalla Procura, dove è applicato Claudio Curreli (a destra, con sottoponcia di coordinatore terrapertista!). Un Magistrato inquirente che serve due padroni: il Biancalani (al centro con il direttore Edoardo Bianchini) e la Giustizia pistojana.

That's Pistoja!


Anche Tu, caro Vescovo Augusto, sarai “annusato” e non per cercare la spuzza di pecora cara a Papa Francesco, ma per capire meglio la Tua indole, ovvero la capacità a conformarsi allo standard pistojano e rinunciare all’impostazione di nuove e diverse “direttive pastorali” che saranno sicuramente ritenute inopportune e/o, magari sgradite al Cerchio magico. Queste sono le nostre esortazioni, fatte da gente convinta e uno (chi scrive) che, orgogliosamente, è stato a scuola con l’Arciprete Don Luca Carlesi e che oggi, segue – nonostante l’apparente approccio critico – l’invito del Vangelo a fare largo uso di parresia: vedi che questa missiva ne è assai inzuppata, spero con soddisfazione di risultato, non solo per Te.


In episcopio, tanti saranno i complimenti e le congratulazioni di circostanza: qui, a nel pistojano, le cordate funzionano, si ri-conoscono prontamente, perché sono affiatate al più conveniente risultato ricercato, sempre cooptato ed eterodiretto. Loro non dicono la penta-esclamazione laziale ma-chi-mo-fa-fa, anzi dicono in un sol colpo: facciamolo. Soprattutto, facciamolo come ci pare!



A sinistra, un bello scatto della prima elementare dove ho conosciuto l'arciprete Don Luca Carlesi (terzo da sinistra). Io sono accanto alla maestra non sono per niente "A.r.c.i.", ma nemmeno A.n.p.i. A proposito, Don Tofani (a destra) si permette di accogliere il banco dell'A.n.p.i. sul sagrato della mia parrocchia di San Piero alla messa dei Belli. Ma si può? Va tutto bene così? Che dice il promotore di Giustizia della Diocesi? Lo puoi interpellare Tu che non sei esperto di Diritto Canonico.


Purtroppo il compianto Vescovo Mansueto - che ebbi a conoscere nel 2013, per le penose vicende della Misericordia di Agliana (oggi, le Misericordie, sono delle aziende che fanno business, che non viaggiano più sulle “ruote del Vangelo” come mi spiegò lui e Tu, sei il Correttore morale dell'Arciconfraternita di via Can Bianco: un altro problema) – non potrà spiegarTi i veri motivi del suo abbandono, per l’ultimo incarico in Vaticano, mentre il sostituito Fausto Tardelli, potrà spiegarlo al meglio: lui è stato davvero “attenzionato” con tanta fatica e mal di testa per il mandato ricevuto.

Potrà lui, parlarti di come la città di Pistoia è governata da poche famiglie che l’hanno fatta ostaggio: si tratta di un retaggio che viene da lontano: prova a chiedere della vicenda della migrazione di Aias/Apr/Maic (Maria Assunta in Cielo) un fatto di 20 anni fa, che conosce bene Don Diego Pancaldo, con tanto di sentenza del Tribunale passata in giudicato, davvero eloquente e adesso, gettato nell’oblio;

oppure chiedi dei soldi non pagati dalla Maic a Don Deo Gratias di Spazzavento per gli affitti di un plesso di soggiorno per disabili. Deo Gratias è un altro dei preti di terza categoria, discriminato e vessato. Nessuno ha protestato per difenderlo: solo dal periodico Linea Libera – adesso, non a caso, sotto sequestro giudiziario – è uscita la notizia/denuncia.


A sinistra Don Giustino, un prete di IIIa Cat., anche discriminato per il diniego all'incarico, al centro Don Cristoforo, prete polacco di IIa cat., questi, contano meno del prete a destra di I cat, il mio parroco, Don Paolo Tofani, accentratore di incarichi e, in conseguenza di "poteri", insomma un presbitero "più uguale degli altri."


In questa Diocesi – ma non solo –, ci sono come dicevo infatti tre classi di presbiteri: i bianchi italiani di Ia categoria, gli europei di IIa e i negri di IIIa categoria – la “g” è stata messa ad hoc per esaltare il significato denigratorio dato dal razzismo – in Diocesi è ben riconoscibile tale malcostume, visti gli episodi di malcelata discriminazione di sacerdoti con la pelle scura.


Non le rammento poi, la vicenda di Ramini, nuovo C.p.r. traslato da Vicofaro con una ingestibile comunità di oltre 100 migranti, calata come orda barbarica nel quartiere, con la mobilitazione generale dei residenti assediati e stalkerizzati, grazie alla generale ignavia delle Istituzioni: è questa una vicenda cronicizzata, che ha occupato le cronache nazionali per oltre due lustri e, sappi, che chi scrive, insieme con il Direttore del periodico Edoardo Bianchini, difende Don Massimo Biancalani, che ha permesso anche atti di blasfemia nella – una volta prestigiosa – chiesa di Vicofaro.

Lo difendiamo, perché lui è ontologicamente (direbbe Tom Col il Pm capo, prossimamente inviato a Lucca) coerente e fa il suo ministero, al meglio: c’ha anche l’Ok del Vaticano.


Dunque, a Pistoja, sono le toghe militanti (leggasi Pubblici Ministeri con il NO!) che occupano il terzo piano del Tribunale e che hanno ignorato gli elementari presupposti di rispetto delle normative e delle leggi, ovvero del presidio alla sicurezza sociale e igiene, grazie al consociativismo rosso imperante. Ma anche il Codice di Diritto Canonico è calpestato sistematicamente: l’Eucarestia, a Vicofaro, si è celebrata spargendo le ostie sull’altare (come se fossero patatine!). Questi Magistrati hanno sospeso l’obbligatorietà della “azione penale” che non valeva in Vicofaro e l’hanno raddoppiata contro i giornalisti indipendenti.

Anche il precedente Prefetto Licia Messina, ha dovuto rimbalzare il Comitato dei cittadini di Vicofaro, contro l’evidenza delle minacce sofferte dai cittadini dicendo loro: non possumus. Un bel pasticcio….

Sulla questione della Benedizione delle Famiglie, una liturgia alla quale tu dici di tenere molto, debbo fare un appunto: le criticità e violazioni, da noi, sono numerose e reiterate. C’è chi manda (Parrocchia di San Piero, con il potente Don Tofani) l’accolito a benedire le case, mentre a Montale (Parrocchia San Giovanni, altro Parroco potente, Don Firindelli, già segretario in episcopio) l'accolito è di altro genere, cioè una “signora” che dispensa convintamente la benedizione. Due fedeli di Montale, scrissero a noi, per spiegare che la benedizione “non si appiccica” con il sacrestano o accolito che sia: come dargli torto?


Il Comitato di Vicofaro ci ha rilasciato molte interviste per denunciare il degrado (vedi a destra la chiesa/dormitorio), la mancanza di sicurezza nel quartiere e di igiene (si è parlato anche di Tbc). Ma non sono mai andati alla Procura Generale di Genova per "paura" di ritorsioni e controquerele: ecco il Mondo alla Rovescia di Pistoja, con il Prefetto Licia Messina che spiegava "non possumus" ai cittadini e il Capo della Procura (al centro) Tommaso Coletta, che c'ha il collega Claudio Curreli con doppio incarico: controllore (Pm) e controllato (volontario in Vicofaro). Questa è Pistoja!


Il Vescovo Fausto sollecitato sull'argomento benedizione alle famiglie, ci scrisse che andava bene così : non è un caso se i parroci più disinvolti e intemperanti si riconoscono per non avere fatto un percorso di studio seminaristico e poi, sono diventati preti con semplice imposizione delle mani. Altra questione il vicariato: alla Diocesi di Pistoia, i Vicari, sono sempre i soliti: le parrocchie prestigiose e gli incarichi di potere toccano a quelli di Ia classe, insieme ad altri incarichi semplicemente "calamitati loro addosso": è mai possibile che i Vicari zonali, siano sempre assegnati agli stessi preti o comunque siano sempre in due a ruotarsi l’incarico e ciò vicendevolmente?


Infine, mi permetto doverosamente di avvisarTi di non ri-fare come fece Fausto Tardelli che annunciò al suo arrivò, l’applicazione del Codice Canonico per la rimessa dell’incarico al 75mo anno di età: il cerchio magico glielo fece rapidamente ritirare. Abbiamo Parroci in servizio di 87 anni, ma anche di più!

Augusto, Pistoja sarà davvero la Tua Galilea, ma Ti preghiamo di non farti travolgere e ipnotizzare. Io pregherò per Te, come hai chiesto!


PS 1: in seminario Don Giustino è pesantemente discriminato e perseguitato (anche) per la mancanza di una banale campanello negatogli perché “piccolo e nero”, ma che è disponibile per tutti gli altri condomini o ospiti. Un piccola cosa che, se fatta, darebbe il grande esempio.

PS 2: se vieni in visita pastorale ad Agliana, stai attento che c'abbiamo le insegnanti "correct": un altro "vero problema". Chiedi perché nelle aule scolastiche comunali, non siano apposti i sacri segni (così li chiamava Emanuele Giacomelli), i Crocefissi, nonostante una chiara delibera del Novembre 2019 che impegnava il Sindaco Benesperi (apparentemente di centro dx, ma inciuciato) al ripristino dopo 74 anni di amministrazione stalinista e cioè ad attaccarli in tutte. Ebbene è successo questo, con il silenzio complice del Presidente di Vicariato che non avrai difficoltà a indovinare chi è.


AR                                     alessandroromiti@linealibera.info


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