inceneritore. IL BESTIARIO CHE NON HO AVUTO MODO DI LEGGERE IN CONSIGLIO COMUNALE APERTO DEL 30 SCORSO.
- alessandroromiti
- 1 giu
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A sinistra una veduta dell'impianto e a destra il Sindaco Betti, noto inceneritorista d'antan.
Breve richiamo di 10 episodi più gravi che attestano la pericolosità dell'impianto di incenerimento di Montale. L'edizione del Consiglio comunale aperta del 30 Maggio scorso è stata una buffonata, organizzata dal Betti per potersi riempire la bocca di essere un vero democratico. Tre i minuti il tempo utile ai cittadini per parlare, cioè 180 secondi. Neanche il Benesperi ad Agliana, il 15 Febbraio 2024 ebbe tanta sfacciataggine, concedendo ben 5 minuti: un esempio di democraticità e trasparenza (sob!)!
Eccovi dunque quello che non ho potuto leggere nel mio parziale intervento:
1. L’INCENERITORE DI Montale è un industria insalubre di 1° Categoria, con 80.000 nmc /h di fumi espulsa dal camino che per 24 h fanno un paio di milioni di fumi al giorno cioè 700 mil di metri cubi annui ed è autorizzato a bruciare 250 tonnellate il giorno. La zona di ricadute dei microinquinanti organici è a “pera” e investe massimamente Agliana e Montemurlo (fonte Arpat) e per questo l’impianto è stato definito dal Tribunale di Firenze (sentenza del 17/9/2015 “Impianto dannoso per la salute dei cittadini e non controllabile” ed è così già 45 anni. Il termine “termovalorizzatore” è stato coniato per indorare la pillola, eliminando l’aspetto dell’incenerimento e, appunto valorizzare bene, il recupero energetico che proviene dal materiale bruciato selezionato (CSS).
2. Per questi motivi, non esiste una condizione di “Impianto controllato” o di “impianto che rispetta le leggi”, o “munito delle migliori tecnologie” perché è la dose che fa il veleno e i microinquinanti organici sono bioaccumulabili, sostanze cancerogene con un dimezzamento del potere tossicologico che, per le diossine, arriva anche a 18 anni.
3. Due gli sforamenti macroscopici e prolungati: nel 2007, con la condanna di due dirigenti e il risarcimento a circa 25 parti civili e nel 2015 con mille euro a ciascuna (da me convocate la sera prima dell'udienza). La mappa di ricadute di ARPAT spiega chiaramente che i due terzi ricadono su Montemurlo, in Agliana c’è un terzo mentre su Quarrata e Montale con cade quasi niente. Però a Montale sono assegnati 350mila € di ristori, per l'inclusione nel perimetro territoriale di impianto, anche se i microinquinanti non conoscono i confini comunale o provinciali.
I consiglieri Ma-Ma, Bernardini (sx al centro) e Cecchi (freccia verde a dx) probabilmente non conoscono nemmeno la definizione di acronimi quali PCB, PCD,CSS, NOx e PM10. Fategli un corso di preparazione e poi cucinate loro qualche frittatina con bietola e uova di galline allevate sotto all'impianto. Deliziose!
4. Sotto l’impianto c’è una corposa discarica di ceneri, denunciata prima dal compianto impresario Paolo Vagnozzi e poi dall’Isp. On. Bruno Tempestini che ha anche caratterizzato l’area con una sua raccolta di archivio: di tale discarica venne fatta regolare denuncia, ma la Procura con il Procurato dell’Anno, con una motivazione surrettizia la archivio. (La vedete nel link di cui al seguito)
A sx il decano dei medici di famiglia, Dott. Ferdinando Santini è stato responsabile della Commissione Ambiente all'OdM guidato dal Dott. Bagnoni. Quì, ci presenta la fetta dell'incremento di linfomi nella piana. I Sindaci tutti, incluso anche Montemurlo, dovrebbero organizzare dei corsi di formazione per i loro consiglieri che - come è stato lo scorso trenta Maggio con l'infelice intervento della coppia Ma-Ma –, dimostrarono una incompetenza e ignoranza esiziale per parlare di incenerimento dei rifiuti. A destra, l'inceneritore di inverno permette di riconoscere le emissioni grazie alla condensa di vapore, ma che con contiene i microinquinanti emessi, 24H. È chiaro questo?
5. La più sfacciata delle archiviazioni è quella del PP 105/2017 con PM Linda Gambassi (capo Canessa - Coletta), che nel Marzo del 2022 chiederà l’archiviazione dopo 5 anni di indagini farcite di atti e relazioni tecniche che costituivano tre faldoni per circa 10mila pagine. La cancelleria, spiegò a Antonio Sessa di Legambiente e alla Presidente del Comitato anti-inceneritorista Gelli che, le copie della richiesta di archiviazione, non potevano essere fatte, ma solo lette: servivano dei poteri bionici per riportare all’avvocato l’istruttoria, seppur essenziale per opporre un ricorso contro l’archiviazione che, chiaramente, venne accolta subito e vide la pratica spedita al cestino. Un’altra querela venne sottoscritta e spedita alla Procura “delle nebbie” come la chiamava il collega Gori che lavorava alla PG di Firenze (ora si capisce il perché), e questa era firmata da numerosi consiglieri comunale di Montale e Agliana: archiviata anche quella. Nell'archivio abbiamo tutti i nomi dei consiglieri firmatari, poi diventati inceneritoristi motivati alla Benesp(A)ri, a seconda della stagioni. Lui nel 2018 veniva con chi scrive a protestare sotto ai cancelli, mentre oggi, rinuncia a provvedere allo studio di promozione di sistemi "Rifiuti Zero"(ottimo l'intervento di Ercolini) e dunque alle azioni di riconversione a freddo, e "getta la palla sugli spalti" confessando la sua incapacità. Sollecita che qualche impresa si faccia avanti con delle proposte: eccovi dimostrato un esemplare di un irresponsabile amministratore, contradditorio e incapace.
6. Un sottufficiale della Guardia Forestale che riceveva dai comitati le denunce mi disse – in via confidenziale – che se l’impianto era privato invece che pubblico, lo avevano già chiuso da venti anni.
Mascia Cecchi è incontinente con i giornalisti e protestava per le nostre immagini del pubblico consesso. Se ne faccia una ragione o si dimetta, la comprenderemo, viste anche le sue dichiarazioni da perfetta incompetente! Si informi presso ISDE sulle minacce dell'inquinamento portato dagli inceneritori: parli con l'Ordine dei Medici, non abbia paura, le sarà terapeutico. Auguri per la sua attività (dis)politica!
7. Bella la storia di uno dei blocchi – ce ne sono stati decine – del 20 Agosto 2020 – quando, le ceneri del canneto sull’Agna, volarono con un incendio estivo all’interno della centrale USP di alimentazione e, attraversando la griglia sulle finestre, si andarono a comporre ordinatamente sui cavi causando un corto circuito e un conseguente black out. Roba da fantascienza, ma l’Usl disse che andava tutto bene, spedendo in commissione un ingegnere dello SPILL che difese l’indifendibile, anche rintuzzato dall'ufficio stampa. C’era Sindaco Ferdinando Betti anche in quel periodo: lo ricorda benissimo l’evento, perché fece una visita guidata e intervenne anche con una società di consulenza esterna di Milano (ben pagata) per confermare l’inverosimile. Tante le menzogne sulle malagestioni raccontate anche dal Presidente Edoardo Franceschi... [Fate girare l'economia, diceva quel sant'uomo del Silvione nazionale]
8. Il Medici dell’Ordine di Pistoia, furono perentori con il Comitato: in una riunione ci invitarono a fare denunce – sapendo bene – perché loro erano stati uditi per mera formalità, che la Procura sarebbe “rimasta ferma”. Così è stato, e così sarà. I medici di Agliana Guido Pastacaldi e Ferdinando Santini, denunciarono in una assemblea pubblica – e a me personalmente, in una intervista (vedi foto sopra) – che nell’area di ricaduta è da sempre rilevato un differenziale di + 4,3% di malattie sentinella (linfomi) e che non vi erano stata apportate delle considerazioni di merito mancando da sempre il registro dei tumori. Ma questo solo nella piana, occomemai? L’Ordine dei Medici vede, ma tace, non potendo fare altro, oltre che denunciare quando sopra alla Procura già da due lustri. Tutto inutile, tutto al cestino!
il montalese Giacomo De Lucia, illustra allo staff del Dipartimento di prevenzione di USL Toscana (con davanti il dirigente Aldo Fedi) la mappa delle ricadute del 2010. Era il Dicembre 2016 e loro tutti, ammisero che la mappa, non l'avevano mai vista prima! Questa è stata, ma è ancora la situazione di inerzia e ignoranza generalizzata assicurata da USL e poi garantita dalle archiviazioni pilotate dalla Procura (delle nebbie Maurizio Gori dixit) come spiegava già il procuratore Renzo Dell'Anno a La Nazione. A destra la mappa di Arpat che definisce le aree di ricadute dei microinquinanti: ignorata da tutti. Così come l'indagine epidemiologica: nessuno l'ha vista.
9. Inoltre che dire dell’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA del 2013 con la delibera 69 di USL che doveva classificare la cittadinanza dal 1987 al 2013 che non è mai stata consegnata in modo ufficiale e non ha mai formato oggetto di dibattito pubblico: il documento giace nei cassetti dei Sindaci, il Sindaco Betti ce lo ha, insieme al portiere di Quarrata e al Sindaco Aglianese voltagabbana.
10. Questa la situazione: nel 2014 il Sindaco Benesperi ha rilanciato il pallone in Tribuna e si è messo a “battere i piedi stizzito” dicendo che non trova nessuno che gli toglie le castagne dal fuoco e così hanno detto anche la consigliera Cecchi Mascia e Bernardini Marco, due che dal loro intervento hanno dimostrato di avere consolidata l'ignoranza dei fatti storici e scientifici sull’impianto di Via Tobagi. Un gioiellino come diceva Paolo Magnanensi.
Questa è la politica che vede i Sindaci tutti e tre allineati a “voltarsi dall’altra parte” anche di fronte alle criticità gestionali dei blocchi di impianto e i consiglieri tutti completamente addormentati allo status quo.
Conclusione, prepariamoci a tenere l’impianto per altri quarant’anni: il 2029, serve a uscire dalla consiliatura senza altre seccature per il Sindaco Betti. Chi arriverà dopo di lui, dovrà solo riavvolgere il nastro. L'inceneritore è ormai ipotecato, grazie anche all'inerzia della Procura di Pistoia che doveva "lavorare per la gente comune".
Buona salute a tutti.























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