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misericordes. LA LETTERA DI GIANI CONFERMA CHE LA CRISI DI PARTECIPAZIONE È L’EFFETTO, NON LA CAUSA. I GOVERNATORI APRANO GLI OCCHI

  • alessandroromiti
  • 13 mag
  • Tempo di lettura: 5 min

Niente di nuovo sotto il sole. Parole tante fatti pochi. Già vissuto in passato. Quando lo feci fui contento perché avevo scelto il bene e la fraternità e tenni chiusa la cartella rossa. Oggi penso che i cacciatori quando hanno la vipera sotto lo stivale le schiacciano la testa (così ci scrive un notevole e storico Governatore, assai indignato!)



Ma a Mons. Iannone l'hanno fatta leggere la lettera di "revisione estemporanea dello Statuto" che è quanto meno irrituale e affrettata? Glielo dobbiamo dire noi? Mandateci la sua e-mail, provvederemo. Mica si potrà fermare il vento con le mani!


FIRENZE- ROMA. Sicuramente la carriera militare e quale Ufficiale della GdF di Domenico gli ha permesso di sviluppare una competenza argomentativa notevole che, cucita con quintalate di retorica, la rete di amicizie (anche ex professionali) e qualche maliziosa relazione amicale, potrebbe (anche e forse) fare il miracolo convincendo molti indecisi e riconfermare la nomenklatura che governa. Ma i tempi, sembra che stiano mutando e la mutanda s’allenta, proprio sull’elastico, ci dicono.



La lettera oggetto di critiche dei Governatori che abbiamo - noi poveri cronisti di provincia - rese pubbliche per paura di ritorsioni ao Governatori indignati: ma paura di cosa? Di chi? SI respira un'aria di sospetto e omertà che richiama altre località, afflitte da gravi problemi di criminalità.


La lettera del Presidente Nazionale Giandomenico Giani è inviata a tutte le Misericordie d’Italia e al Correttore Nazionale che – a nostro motivato parere – non corregge un “bel niente”: anzi assicura il mantenimento delle irregolarità e violazioni sistematiche dello Statuto, e questo da molti anni.

Non è un caso che lo Statuto è oggetto di una pesante e reiterata richiesta di revisione e modifica che ci pare un poco improvvisata, e smentiteci se non lo fosse. La lettera è trascritta di seguito con le nostre note critiche, che il Presidente Giani, dovrà saper leggere come protette dall’Art. 21 Costituzione, visto che il Movimento, “intasca” milioni di euro di soldi pubblici e cioè, anche di chi lavora in questa redazione e che propone dei commenti critici tra le parentesi quadre. Noi aspettiamo la scadenza di un interessante "accesso atti" che spiegherà molte cosette, ma dovete attendere i primi di Giugno...


Questo il testo sottoposto a esegesi giornalistica:

Da mesi stiamo lavorando alla riforma del nostro Statuto, senza tuttavia riuscire a portarla a compimento. Ciò è dovuto principalmente al fatto che, nelle due assemblee svoltesi (5 luglio 2025 e 7 marzo 2026), non è stato raggiunto il quorum costitutivo previsto dall’attuale Statuto. Ricordo infatti che è richiesta la presenza di almeno il 50% degli associati, pari a 325 Misericordie, a fronte delle 649 attualmente iscritte nel libro soci. [Ma è questa la causa o l’effetto? Le lettere di protesta di massime Confraternite come Rifredi, Firenze Centro, Campi Bisenzio, Prato e Forte dei Marmi , con altre in corsa..., non vi hanno fatto venire dei dubbi di qualche grossa irregolarità che investe il metodo e il merito?]

Come già condiviso più volte, questo numero non rispecchia la realtà: tra gli iscritti sono infatti conteggiate anche numerose Misericordie che, pur formalmente presenti, non sono più attive. Ciò incide in modo significativo sul calcolo del quorum, rendendone molto difficile il raggiungimento. [Ma in realtà, magari, sono state Commissariate, dunque conflittuali come quella di Oste (Prato) ancora oggi, posta sotto al tallone del Commissario “stabilizzato” dopo 10 anni: una Confraternita che fece scandalo per la “bolla” di riconoscimento ricevuta dal Vescovo Tardelli e, negata, dall’allora Vescovo Agostinelli, che oggi (toh, che coincidenza) è poi divenuto Correttore morale nazionale!]


Grande il silenzio del Correttore Nazionale. Ci sembra anzi, che sia perfettamente allineato al mantenimento dello status quo. È vero Monsignor Agostinelli?


Alla luce di questo, e considerando che l’assemblea elettiva registra storicamente [...ma anche nel Tempio, si facevano da tempo dei mercatini con i banchi, fino a che non arrivò un giovanotto arrabbiato che li rovesciò tutti, ricordate? Historia magistrae vitae..] una partecipazione superiore alle 400 Misericordie, si potrebbe prevedere, nell’ambito della giornata assembleare del 30 maggio, una sessione dedicata all’introduzione di alcune limitate [ma sostanziali e decisive, per sbloccare certi lucchetti] modifiche statutarie.

Tra queste, in particolare, la revisione del quorum costitutivo per le modifiche statutarie, portandolo a un livello che, pur restando congruo e rispettoso dei principi di democraticità, [il principio di “democraticità” non potrà essere congruo alla riduzione della partecipazione al di sotto il 50%: se manca la maggioranza, viene meno il presupposto della partecipazione. Sarebbe questa una grave carenza di “rispetto” di cui piace molto riempirsi la bocca ovunque, negando così la fondamentale prerogativa democratica. Un criterio solido, anche per la stessa Costituzione!] sia maggiormente aderente alla reale consistenza [concetto di “consistenza” conosciuto in via Steccuto: fermi restando i contributi pubblici, meno sarà la consistenza dei partecipanti, e maggiore sarà il potere della nomenklatura, che affiora chiaramente nella presente lettera] del nostro Movimento. Tale modifica consentirebbe agli organi che saranno eletti dalle Misericordie e che guideranno la Confederazione dopo il 30 maggio non solo di riprendere, qualora lo ritengano opportuno, il percorso di riforma statutaria, che rappresenta un’esigenza concreta e sentita [nient’affatto: ci sembra vero il contrario. Se era sentita, avrebbero partecipato e votato e Governatori che, invece, hanno sfanculato la nomenklatura, mandando all’aria il tentativo di “alleggerimento” dei contrappesi legati allo Statuto primitivo. Siete a farci una “excusatio non petita”, non vi accorgete?] ma anche di sottoporlo all’assemblea per la discussione e l’approvazione, evitando le difficoltà finora riscontrate nel raggiungimento del quorum. [Tali difficoltà, sono dovute a azioni di vero e proprio sabotaggio dei governatori indignati: adesso si potrà capire qual sia la causa e quale l’effetto di tutto ciò. I Governatori si facciano delle domande! Sono stati responsabili o indifferenti ai compiti di rappresentanza?]

Il Presidente

Le modifiche che potremmo proporre all’assemblea sono le seguenti:

• inserimento delle attività internazionali; Art. 3

•revisione del quorum costitutivo dell’assemblea per le modifiche statutarie; Art. 19-21

• previsione di due Vicepresidenti, di cui uno con funzioni vicarie; Art. 28-33

In allegato trovate la formulazione della proposta di modifica dei relativi articoli.

Colgo inoltre l’occasione per anticiparvi le date dei prossimi appuntamenti:

•Consiglio di Presidenza (online): 6 maggio 2026, ore 17: discussione dei punti sopra indicati e adozione del bilancio consuntivo 2025;

•Consiglio Nazionale (online): 8 maggio 2026, ore 17: discussione della proposta e conseguenti determinazioni in vista dell’assemblea del 29 e 30 maggio;

• Consiglio Nazionale (in presenza a Firenze o Pistoia- sede da confermare): 16 maggio 2026, ore 9:30: approvazione del bilancio consuntivo 2025 e saluto conclusivo di fine mandato.

Certo che comprenderete lo spirito con cui è stata formulata la presente proposta e che condividerete essere non solo utile e necessaria ma soprattutto lungimirante per il futuro del Movimento [Provate a togliere la parola Movimento e mettere nomenklatura, vedete se lo capite meglio]. Un cordiale saluto, D.G.

 

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