misericordes beneventani. MA DEL SERVIZIO 118 DI BENEVENTO NON NE PARLA NESSUNO? “OCCOMEMAI TUTTA ‘STA RETICENZA? (parte prima)
- alessandroromiti
- 5 mag
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“Glielo devono strappare quel crocefisso dal petto”, non si può parlare di valori cristiani, solidarietà e fratellanza e poi perseguitare i dipendenti di una ditta di appalto padri di famiglia
A sinistra il "torrente in piena" Nicola Zotti di Benevento, già coordinatore del 118, poi tradito e sbeffeggiato. A destra Gionata Fatichenti, dirigente nazionale che percepiva il compenso di coordinatore che sarebbe spettato allo Zotti. Chi è la vittima e chi il carnefice?
FIRENZE- BENEVENTO. L’intervista con il già coordinatore del 118 di Benevento Nicola Zotto è durata circa 45 minuti e il nostro lettore, è un fiume in piena, anzi un torrente. Il sentimento che lo accompagna nelle dichiarazioni è di grande amarezza e disappunto a tratti drammatico: “amarezza” per il tradimento e le vessazioni sofferte dal cerchio magico di via Steccuto e disappunto, per l’esito della vertenza civile che lo ha visto peraltro soccombente.
Non sono però soccombenti le altre vertenze aperte da oltre cento dipendenti che – ad oggi – sono un altro fiume in piena per le proteste collegate alla chiusura del rapporto, aperto dalla Confederazione con la vincita di un regolare appalto oltre 10 anni fa. Questo gruppo di dipendenti della Misericordia beneventana ha vinto, causando un potenziale forte dissesto nelle finanze del Movimento. Adesso si trovano costretti ad azioni di recupero dei crediti con procedure coatte, visto che la Confederazione non risponde alle richiesta di pagamento dei risarcimenti disposti in sentenza, per molti definitiva.
Al 118 di Benevento – ci spiega Zotti – si era sviluppato un clima tossico per l’attuazione di molte tattiche subdole, indirette, ma crescenti, adottate dai dirigenti di via Steccuto che hanno abusato della ingenuità e impreparazione dei dipendenti, così mettendo in atto delle azioni vessatorie. Azioni ben coordinate, ovvero costruite in modo anche progressivo con finalità strumentali, tese a stancare e criminalizzare i dipendenti medesimi.
Frontespizio e chiusura di una lettera spedita dallo Zotti all'Organo di controllo, quando ancora credeva nel buon senso e nel sentimento di giustizia che non poteva non mancare all'interno di via Steccuta. Invece sembra che mancasse e manchi tutt'ora.
Questi, quando si sono resi conto delle trappole apposte sul percorso, si sono comunque coalizzati e osservano semplicemente che se l’80 % dei dipendenti è costretto ad avviare una vertenza giudiziaria, per la difesa dei diritti dei lavoratori, questo non potrà che essere riconducibile alla gestione manageriale che crea – e ciò consapevolmente – un “ambiente tossico”.
Il protagonista principale delle vessazioni – perché di questo stiamo parlando con il già coordinatore – è stato sicuramente il superdirigente nazionale Gionata Fatichenti che, per le nostre informazioni è componente del cerchio magico steccutiano – ma questa notizia ci impegna a dover rileggere il comunicato stampa apparso su Facebook che presenta lo stesso Fatichenti per la sua nomina (non elezione) a Presidente delle Associazioni di volontariato presso la Protezione civile.
Il post sulla pagina FB è del 29 Aprile scorso è un florilegio di pronunciamenti di principi di correntezza deontologica, etica e morale, oltre che evangelica e presenta, infatti, ben 347 like, 108 commenti e 56 inoltri su altre pagine(sob!) impegnandoci a chiederci: ma il Gionata è vittima o carnefice?
Noi abbiamo conosciuto la vicenda anche da altri punti di vista - e composto un ricco archivio documentale - siamo ben convinti che sia la seconda: lo dicono bene le informazioni pervenute, non solo da Benevento ma da altre parti d’Italia. Due indizi fanno un sospetto, ma tre, sono una prova: i successivi riscontri diventano schiaccianti per poter riconoscere che le accuse di ritorsione e vessatorietà da parte della Confederazione, sono quanto meno da trattare con delle repliche, ma non solo giudiziarie.
Dove stanno i saggi e i Probiviri? E dove stanno i Correttori morali? Un’altra cosa che è drammaticamente inquietante è la circostanza che della scandalosa crisi apertasi in 118 Benevento nessun OdG è stato fatto in Consiglio nazionale, ancorché si portino all’approvazione dell’Assemblea le vicende di commissariamento di minori Confraternite quali sono Lastra a Signa e Scandicci, questa ultima costituita – ci dicono – dallo stesso Colonnello (Alberto Corsinovi).
Lettera dello Zotti, spedita al Presidente Giani: gli risposero di smetterla, tanto "qua (in via Steccuto) siamo tutti d'accordo, è inutile che scrivi". Un bell'esempio di fratellanza e solidarietà contro un padre di quattro figli.
“Glielo devono strappare quel crocefisso dal collo” ci spiega il già Coordinatore del 118 Zotti che, dopo l’apertura della controversia e questo è motivo di altro grave risentimento, ha scoperto che le attività erano a lui affidate in "sostanza", ma il gettone di rimborso forfettario, se lo prendeva lo stesso Fatichenti (risob!). Insomma ci troviamo a leggere una così banale vicenda di interessi personali all'interno di un servizio pubblico: qualcuno potrà smentire questa ipotesi usando l'articolo 8 della legge 47/1948?
Al super dirigente nazionale Fatichenti, proponiamo di rispondere a questo articolo, osservando che nella dialettica processuale non ci sono molti spazi per delle verità soggettive riferibili all’esperienza vissuta, come lo sono sulle pagine di un periodico o blog. Diversamente, senza alcuna rettifica o smentita vale il principio del “silenzio assenso”. Un consiglio però ve lo daremo agli uomini di via Steccuto: L'archivio è "carico" e a noi il tempo di leggere non manca.
Non potrete fermare il vento con le mani, almeno questo sappiàtelo.
(Prosegue seconda parte)














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