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malpancisti. QUASI DRAMMATICA LETTERA DEI MALPACISTI AL MOVIMENTO. CHE SUCCEDE?

  • alessandroromiti
  • 7 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Dopo che il "cerchio magico" ha rilanciato sulla modifica allo Statuto eccovi la lettera che spiegando l'ovvio, chiede - in buona sostanza - di sabotare la assemblea del prossimo venerdì in comoda teleconferenza. Un bel pasticciaccio! (direbbe C.E. Gadda)

Viene da domandarsi a "chi", Iddio, dovrebbe rendere il merito viste le manovre contorte di via Steccuto, protestate a piena voce da eminenti Confraternite e consiglieri nazionali?


FIRENZE. La cosa che ci ha compiti in questa lettera/appello conseguita all'indomani della pubblicazione della convocazione all'assemblea di domani venerdì 8 Maggio, è la sua "ridondanza" e la presenza di due consiglieri nazionale, tra i firmatari Ilaria Pellegrini e Sergio Brozzi. Tanta roba.


La lettera è drammatica non tanto per i contenuti, ma per i riflessi che mettono a nudo la metodica da "ultima spiaggia" che è stata adottata dalla nomenklatura di via Steccuto, sempre più arroccata, ma anche sempre più a nudo, come ogni Re inseguito dal Quarto potere. Un comitato di "colletti bianchi" che sa di essere impunito e inamovibile, cavalcando l'onda dell'ignavia che avvolge come s'vvolge il prosciutto dal salumiere, la comunità dei misericordes: nessuno escluso. Per i Misericordiosi vale il pronunciamento del Leopardi: «Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi»

Le prime due parti della drammatica lettera che, senza entrare nei contenuti, chiede solo l'ovvio e il comunemente comprensibile: prudenza condivisione e partecipazione.


Vediamo alcuni passaggi più eloquenti della missiva pubblica, non pubblicata dalle testate nazionali, tutte molto distratte dalla cronaca crescentemente kafkiana sulle vicende di "via Steccuto".

Le lettera è inviata anche a Mons. Filippo Iannone, oltre che al molto silente Correttore nazionale Mons. Franco Agostinelli, un prelato, molto "a lato" che si nega a qualunque riscontro, soprattutto con noi che abbiamo un faldone ricco di documenti su via Steccuto. Chi chiediamo in redazione:

1) Il Consiglio nazionale è davvero in regime di prorogatio da tempo?

2) E dunque, perché non rinviare una revisione dello Statuto in maniera condivisa e più considerata, allargando la revisione delle modifiche anche a delle commissioni, partecipate dalle Misericordie?


Riusciranno con la terza edizione del Consiglio a fare approvare lo Statuto della vergogna e così riunire appieno il potere di controllo del Movimento? Lo scopriremo solo vivendo (L. Battisti)


3) Dalla lettera si rileva che le Misericordie denunciano già due trascorsi episodi di modifica, ma senza una qualificata maggioranza che abbia contezza su "cosa" cambiare. Un vero problema.

4) È ragionevole ritenere che in questo modo, le Misericordie non si sentono da una piena legittimazione e partecipazione: la vogliamo ripristinare per equità e giustizia?

5) Chiaro adesso perché le due assemblee "mancate", non hanno avuto il quorum che è formalmente indispensabile, ma che non arriva se non c'è soddisfazione di un percorso "aperto, trasparente e realmente condiviso, capace di coinvolgere in modo autentico tutto il Movimento".

La parte finale della lettera redatta per chiedere nuovi termini e modalità di trattazione di una delicata e complessa "variazione allo Statuto".


Ci fermiamo qui, adesso la parola aspetta ai Governatori che domani sera, potranno presentarsi per la qualificazione del quorum e così approvare lo Statuto della "vergogna". Noi, non abbiamo esitazioni a chiamarlo tale, viste le misure contenute di limitazione del controllo democratico del Movimento e non serve essere dei giuristi per capirlo.

I firmatari della lettera, sono governatori preminenti in ambito nazionale: Rifredi, Firenze, Campi Bisenzio, Prato, Forte dei Marmi, Roccasecca e - in proprio - il coraggioso Sergio Brozzi, un consigliere nazionale destinato come Federico Bonechi al capestro (figurato) per la sua posizione critica. Anche questa volta potremmo dire: Che Iddio gliene renda merito, ma a chi?

Buon Consiglio nazionale a tutti.


PS: Leonardo Sacco si scusa del ritardo ma ci assicura di essere pronto ad altre rivelazioni hot, che seguono alla sue recente intervista. Adesso è impegnato a replicare alla difesa della accuse mosse dalla famiglia di Avvocati Sanchini +2.



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