inceneritoristi. NON REVAMPING, MA UN NUOVO SUPER-IMPIANTO CON BONIFICA E RADDOPPIO A 100MILA TONN/ANNO (HERA NON VUOLE DISCORSI, MA VAINI).
- alessandroromiti
- 31 lug
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A Montale, Ferdinando Betti spolvera la sua vena democratica e annuncia una azione partecipativa e assembleare (ma la spiegherà lui, senza contraddittorio, of course)
Problemi di vicinato? Liti per l'uso del barbecue? Chiama l'Ato e il Pd che metteranno tutto a posto: così è tra Montale e Montemurlo in questi ultimi 10 anni. Volemose bene.
AGLIANA. Il via libera al raddoppio dell’inceneritore è arrivato con 46 voti favorevoli, due astensioni e 13 contrari e si apre ora la fase di approvazione delle nuove tariffe Tari da parte dei singoli Consigli comunali entro il 31 luglio: quale dei Comuni di Ato, avrebbe potuto opporsi, con il rischio di farselo atterrare in casa? Ferdinando Betti, a Montale, apre però una ulteriore fase quella “assembleare, partecipativa e informativa” (denoantri). Un fase di circostanza, essendo già tutto deciso: la “fase partecipativa” serve solo allungare il brodo e i tempi, fino ad arrivare al momento della irrinunciabilità per ovvie condizioni di emergenza.
Lo abbiamo già visto negli ultimi sette anni: chi doveva dare impulso alla revisione del sistema in Ato, ha mancato di agire e oggi “getta la palla in tribuna”; l’ha detto lo stesso Benesperi in consiglio, riferendosi agli altri Comuni di Ato.
LuKa, non ci sta a prendersi dell'incapace e voltagabbana: in 7 anni, non ha mai battuto i pugni sul tavolo in Cis, piegandosi alla illogica e demenziale prescrizione statutaria del voto unanime, come una volta si faceva al termine delle riunioni del Pci (Lo Statuto del Cis è del 1976!). E' dunque stato ostaggio del Betti e del portiere di Quarrata e oggi ne vediamo i risultati, smettila di lanciare la palla in tribuna e riconosci la responsabilità della tua incompetenza e inerzia.
L’intervista di Ferdinando Betti rilasciata a Tvl è un esempio magistrale di tecnica manipolatoria e ipnotizzazione della pubblica opinione. L’ipotesi di sostituzione totale è alternativa – questo si capisce? – rispetto al raddoppio di potenza impianto cioè di 100mila tonnellate annue: se non lo demolisci, non lo potrai raddoppiare!
Poi, a Settembre, Don Ferdinando proseguirà con il percorso informativo e partecipativo, anche se non si capisce di cosa, visto che nel consiglio comunale del 30 Maggio, ha fatto parlare solo per 3 minuti i cittadini, frustrati dalla presa in giro molto istituzionale. Comunque, da buon democristiano dismesso ha dato notizia di voler fare questo nobile percorso (l’ha detto almeno 5 volte: tanto poi restano chiacchere, come l’eventuale referendum consultivo!) e tanto poi deciderà, con o senza referendum consultivo.
Il Sindaco pone la ricostruzione di un impianto nuovo, come ipotesi alternativa alla dismissione: mentre sono due eventi conseguenti e collegati. Cosa intende il Betti quando dice che il nuovo impianto avrà una “maggiore sicurezza emissiva e ambientale” visto che è la dose che fa il veleno? Avevamo ragione noi, quando abbiamo denunciato la pericolosità presentata dal Franceschi, che nel 2024 venne costretto a chiudere l’impianto per deficienze funzionali del carro ponte, fatte passare per manutenzioni straordinarie non rinviabili.
Oggi, quelle che erano “manutenzioni straordinarie” sono diventate gravi difetti, come spiega lo stesso Betti a chiare parole “macchina vecchia”: viva l’onestà intellettuale, seppur tardiva, degli amministratori montalesi.
Su questa vicenda incombe purtroppo anche una inerzia giudiziaria. Il Comitato antiinceneritorista, venne ricevuto da Paolo Canessa (Procuratore succeduto al Renzo dell'Anno, quello dei bassi profili) nel 2016, ma l'audizione, servì alla procura per meglio qualificare le competenze dei cittadini e provvedere poi più comodamente alle clamorose archiviazioni, fatte seguire dal Tom Col, con la firma della Linda Gambassi (2022).
Un vero problema per Agliana, Montale e Montemurlo, il revamping dell’impianto di incenerimento di via Tobagi: quello che doveva essere chiuso al 31.12.2023, con l’inganno pilotato dai Sindaci proprietari, il prevedibile ringambo del Sindaco di Montale, la dissociazione di quello di Agliana rimasto sul balcone a “vedere passivamente” le paludate liturgie necessarie all’eterno rilancio.
È avvenuto, con il plauso soddisfatto del montalese Betti, che così uscirà sicuro con un bel premio (poltrona) per avere assicurata la linea politica inceneritorista della sinistra regionale. Chi poteva essere contrario al raddoppio? I soli due Sindaci con i territori posti sotto all’ombrello di ricaduta, cioè Montemurlo e Agliana ed ecco che il Sindaco Calamai è stato ripagato con la giusta moneta per la sua inerzia in questi anni; adesso, la smetta di agitarsi e, magari usi dignità, considerando il danno generazionale al suo territorio e rassegni le dimissioni.
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