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DSP. L’INCENERITORE È UNA IPOTECA PER LA COMUNITÀ, IN ECONOMIA E SALUTE.

  • alessandroromiti
  • 12 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

A sinistra l'impianto di incenerimento di Montale. A destra il Dipartimento Prevenzione di Usl, non conosceva le ricadute dei microinquinanti organici, redatti da Arpat (archivio)


La sezione Pistoia/Prato di Democrazia Sovrana e Popolare denuncia l’allineamento politico sul revamping dell’impianto e chiede un cambio di rotta: più 3R, meno incenerimento e una strategia nazionale per i rifiuti


Piana Prato/Pistoia. Il partito Democrazia Sovrana e Popolare, registra la ripresa della polemica politica sulla vicenda dell’inceneritore di Montale che riaffiora come un cadavere dalle acque della Regione Toscana di Giani.

La recente edizione della V Commissione Ambiente, del Comune di Agliana, con prima donna il Direttore di Ato Daniele Baldini ha permesso di comprendere come le iniziative di indirizzo politico siano purtroppo collimanti per il pieno revamping dell’impianto, assai retrodatato e dunque prossimo ai 50 anni di inquinamento sul territorio: la piana Pistoia/Prato come cloaca fognaria dei rifiuti della Regione.

La politica delle locali amministrazioni di centro sd/dx (l’approccio è trasversale) degli ultimi decenni è conservata al mantenimento dell’impianto teso a polverizzare e ridurre in volume (non ad eliminare) la frazione residuale dei rifiuti dell’intero ATO Toscana Centro. L’impianto viaggia con due linee di incenerimento: una per il rifiuto tal quale e l’altra per il più qualificante (solo dal punto di vista energetico) CSS.

A sinistra la mappa delle ricadute dei microinquinanti redatta da Arpat Toscana. A destra il Medico di famiglia Ferdinando Santini, commenta i dati ufficiali per le maggiori patologie tra i residenti nelle zone di ricaduta degli inquinanti e della PM10.


Al partito DSP, non interessano le valutazioni di merito dei rapporti dei volumi tra rifiuti smaltiti, da smaltire e diversamente smaltibili, trattandosi di un “gioco delle tre carte” solo utile a incantare gli allocchi e che comunque, riconferma la infausta prognosi per le comunità del territorio, vittime due volte: per come coinvolte nell’inutile processo di raccolta differenziata, e condannate a tenere sul territorio un impianto in pieno funzionamento che inquina i quattro Comuni: Montale, Agliana, Montemurlo e Prato.

La corretta gestione dei rifiuti potrà trovare risposta solo in termini di efficientamento delle politiche di differenziazione per le 3R (Riuso/Riciclo/Recupero) e soprattutto un abbattimento a monte della catena dei rifiuti dati da uno sfrenato packaging, ripristinando la catena del vuoto a rendere e del prodotto sfuso, questo indotto anche tramite una tassazione differenziata: ecco come i rifiuti non verrebbero prodotti e non dovrebbero essere più smaltiti! Un risparmio per l’utenza, un risparmio per le amministrazioni e più salute per tutti, grazie all’efficienza portata anche dall’organizzazione internazionale “Rifiuti Zero”. Serve sicuramente una legislazione primaria nazionale che coinvolga il paese in una corretta organizzazione di un “Piano Nazionale per i Rifiuti” che non potrà essere regionale o distrettuale, ma ispirato da linee guida improntate al recupero delle materia prima su base nazionale. Il progresso si riconosce, infatti con le moderne tecnologie industriali, nella capacità del paese di smaterializzare i rifiuti e ricondurli a risorse di “materia prima” con il superamento e l’eliminazione definitiva delle discariche e degli inceneritori.


DSP – Sezione Pistoia/Prato (comunicato)


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