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raddoppiati. C’HANNO LA FACCIA COME IL CUCULO (INFATTI LO RADDOPPIANO)

  • alessandroromiti
  • 28 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Dopo anni di chiacchere e supercazzole, sull’inquinamento, l’indagine epidemiologica dimenticata da Usl Toscana e la politica dei “Rifiuti Zero”, l’Arpat, l’Usl e archiviazioni della Procura militante di Pistoja, il gioco è servito. La cittadinanza, si dia pace arriva il raddoppio dell’impianto di incenerimento di via Tobagi



A sinistra l'impianto di Montale e a destra Ferdinando Betti è riuscito a fare il miracolo: nuova costruzione e rilancio con raddoppio di capacità di smaltimento, cioè 3 linee operative e una in riserva.


AGLIANA-PIANA- Bimbominkia Benesperi ha dunque rinunciato insieme a una manciata di altri Comuni di restare nel paniere tariffario di Alia, decidendo di assumere “in casa” la tariffa, con la gestione delle bollette e dunque, delle morosità di pagamento, insomma un (vero) problema di organizzazione del sistema bollette/incassi. Apparentemente l’operazione è una cosa distintiva che potrebbe fare pensare che il Sindaco abbia intenzione di fare qualcosa di diverso dalla massificazione gestionale che piace tanto alla sinistra e che ha, infine, portato alla prognosi più infausta per i territori: il raddoppio del gioiellino, come lo chiamava Paolo Magnanensi. Noi non crediamo affatto che Agliana, riuscirà a salvare le penne, anche con il supporto della formatrice ad hoc (la Sandra Storai, una emiliana mandata da Monzuno come preposta al supporto formazione) per la progettazione della nuova gestione tariffe. Peccato, che quest’azione, non sia stata preventivamente avvisata da un atto concreto, quello che avrebbe voluto vedere il Sindaco Benesp(A)ri indurre l’Ato a gestire la tanto urlata chiusura d’impianto, con la sua dismissione e riconversione, ovvero la revisione del sistema di smaltimento dei rifiuti: lui da pavido quale è – allineato all’inceneritorista Ferdinando Betti e al portiere di Quarrata Gabriele Romiti – ha gettato la palla in tribuna e ha rinunciato a fare la principale azione politica attesa dopo 45 anni di malgoverno, vergognosamente rinnegata dal PD. I Dem, oggi – ridicola scena – piange ovunque, sui territori esposti, ma in Regione Toscana ride compiaciuto, per l’affermazione di revamping gradito a 62 Comuni di Ato su 65, cioè quelli che sono fuori dall’ombrello di ricaduta dei microinquinanti. Del resto, il democristiano Ferdinando Betti, per quale motivo doveva essere dissenziente o anche critico al raddoppio, dopo che ne ha predisposto una anestetizzante fase di mantenimento e transizione, con gli altri due yesman e così indicata fino al 2030 come una fase temporanea, provvisoria. Cosa ci aveva da perdere: gli elettori con il terzo mandato, gli hanno consegnato la “pistola carica” e lui, l’ha usata, forse aveva degli argomenti di interesse pubblico per non procedere secondo il gradimento di Ato e Regione Toscana, ovvero del Pd regionale che, entra in contraddizione, anzi cortocircuito con i vari Pd territoriali. Un vero pasticcio, ma chi se ne frega: ognuno ha i politici che si è scelto e dunque meritato. I vari Comitati ambientalisti, protestano, hanno già fatto i volantini e le opposizioni di Montale, chiedono le dimissioni di Don Ferdinando: tutto molto pittoresco e avvincente, quanto inutile.

Nel 2016, il Comitato antinceneritorista incontra la direzione del Dip. Prevenzione di ASL 4 (Prato) e scopre che loro non conoscevano le caratterizzazioni territoriali di Arpat. A sx Giacomo De Lucia che presenta a Aldo Fedi, la mappa delle ricadute. Mai vista ebbe a spiegare (esticazzi!). A dx il delegato per la Commissione Ambiente dell'Od Medici di Pistoia, Ferdinando Santini, mostra il differenziale di aumento per tumori , del territorio della piana. L'indagine epidemiologica è rimasta in archivio.


L’operazione di “internizzazione” della gestione della Tari non sarà a costo zero: si tratta di una sfida che impegnerà i Comuni in fuga a sottrarsi all’elefantiaca e dispersiva, ovvero inefficiente, gestione di Alia, introducendo valori di merito e capacità gestionale che, non si sono mai visti nello sciagurato paese di Agrumia. Il prossimo 30 Luglio, ci sarà il consiglio comunale sul tema per l’approvazione e la deliberazione formale. I cittadini si preparino a pagare profumati aumenti e magari riflettano alle prossime elezioni e si ricordino dei falsi profeti oggi pronti a passare all’incasso per delle poltrone di riconoscimento.


PS: lo scartamento tariffario del 2026/2029, sarà da calcolare sulle tariffe 2024, per una valutazione comparativa congrua alla realtà. Sarà divertente ascoltare l’anpigiana Assessora Ambra Torresi che dovrà spiegare in fase “consuntiva” l’intera operazione, magari senza entrare nelle contraddizioni che l’hanno vista protagonista con le impossibili giustificazioni in altre questioni.


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