inceneritore. FERDINANDO BETTI CONFERMA: L’INCENERITORE INQUINA, MAGGIORMENTE MONTALE, AGLIANA E MONTEMURLO!
- alessandroromiti
- 2 giorni fa
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Lo scorso 4 Agosto il Sindaco di Montale ha rilasciato una intervista confessoria, dove ammette che i ristori milionari, saranno assegnati a tre Comuni: Montale, Agliana e Montemurlo, per risarcire il danno ambientale indotto dall’impianto. Era ora che facesse onesta ammissione di colpa, tanto la Procura delle Repubblica, ha già archiviato almeno 5 fascicoli!
Ferdinando Betti, ha sempre saputo quello che diceva Arpat (vedi mappa): l'inquinamento del PCDD e PCB, oltre a polveri fini è causato dall'inceneritore di via Tobagi. Oggi, finalmente è costretto alla confessione in pubblica dichiarazione.
PIANA-MONTALE. Quella di Don Ferdinando è stata una dichiarazione apparentemente coordinata alle rassicurazioni ambientali/salutistiche e però, il tema dei ristori è ottimo per intortare gli alienati. Nella intervista il primo cittadino montalese – prossimamente assegnato a qualche incarico dirigenziale in qualche partecipata della Regione Toscana, statene certi – si espone in una clamorosa dichiarazione confessoria. L’inquinamento da microinquinanti organici e particolato fine, c’è e i tre comuni esposti, sono Agliana, Montale e Montemurlo.
Lo potete riascoltare sul video di TVL del 4 Agosto che troverete nel link. La citazione è chiaramente in contraddizione con l’esperienza di oggi: il ristoro di 350mila, se lo prende tutto Montale e inutili sono state le proteste di Agliana e Quarrata (si perché il risarcimento, era inteso come dovuto ai proprietari, visto che le particelle inquinanti, si fermano sui confini comunali e comunque l’inceneritore, non inquina, mai!). Evidentemente Betti, smentisce Andreotti, dimostrando che “il potere, logora chi ce l’ha”, visto che, alla fine della sua spericolata argomentazione, illogica e contraddittoria, ha precisato che la somma di 1,2 milioni, andrà tutta a Montale: quindi Agliana e Montemurlo, dovranno fare una ulteriore separata tariffa per godere di un ristoro da portare nei bilanci comunali.
Anche la consigliera Mascia Cecchi e Marco Bernardini sono d'accordo con il loro Sindaco: 1,2 milioni, sono tanti...avrenno detto.
Dunque Ato Toscana Centro, dovrebbe pagare 24 euro a tonnellata, per sfamare tutti e tre i Comuni, lasciando fuori Quarrata, che non ha ricadute. “Piatto ricco mi ci ficco” avrà pensato Betti, per indorare un pillola davvero amara per i suoi concittadini che, comunque hanno davanti a loro un interlocutore politicamente esaurito, visto il terzo mandato sindacale che, Betti, ha deciso di concludere in modo da essere ricordato ai posteri. Come non rilevare la negazione della fondamentale legge di Lavoiser, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, millantando la disponibilità di filtri totalizzanti e tecnologie mai viste: “...l’eventuale revamping si farà solo a garanzia di filtri di ultima generazione e totale tutela della salute.” E quali sarebbero questi filtri di “ultima generazione”? Perchè non li hai installati prima (dunque, adesso l’inceneritore inquina) e dunque come la tutelerà la salute “totale tutela” con 3 milioni di metri cubi di fumi emessi dalle ciminiere, dopo il revamping di impianto?
Non abbiamo dubbi che Ferdinando, se voleva esserlo, sarà davvero ricordato: la decisione dell’Ato di procedere alla costruzione del nuovo impianto è oltre che uno sfregio etico-morale ai cittadini della Piana, anche un precedente unico nell’intero panorama europeo per la natura paradossale, dopo 50 anni di funzionamento, altri 50! I cittadini, saranno forse ristorati, ma il danno biologico è, oggi, finalmente, certificato dallo stesso Sindaco.
Romiti, il portiere di Quarrata, finge di non avere sentito: gli ordini di scuderia sono stati già assegnati e anche la Procura delle Repubblica del f.f. Giuseppe Grieco è – ovviamente – già orientata, cioè archivia: siempre!.
PS: DI grande pregio l'estratto dalla relazione della COMMISSIONE PARLAMENTARE SUI RIFIUTI datata 2018 della quale riporto un inciso: "....da ripetuti incendi, si comprende bene che nell’area provinciale non ci si trova di fronte a casi isolati.
Infine, vi sono le gravi anomalie del termovalorizzatore di Montale, un impianto obsoleto che non funziona regolarmente e che, non assicurando una idonea combustione dei rifiuti a temperature elevate, immette diossine e furani in atmosfera, com’è accaduto, tra i mesi di luglio e settembre 2015, per ben 45 giorni.
Numerosi sono i comitati spontanei per la chiusura del termovalorizzatore di Montale ma, allo stato, la sua presenza sul territorio dell’ATO Toscana Centro è ancora essenziale, fino al momento in cui entrerà in funzione il nuovo termovalorizzatore di Case Passerini, o comunque un altro termovalorizzatore destinato a sostituirlo.
Comunque, il rischio ambientale sussiste e, non a caso, la procura della Repubblica in Pistoia, a seguito di numerosi esposti ricevuti per le morti di persone adulte e anche di bambini nell’area limitrofa all’inceneritore di Montale, ha disposto accertamenti preliminari per effettuare indagini di carattere epidemiologico e approfondire alcuni dati significativi già acquisiti.
Infine, vi è il fenomeno dell’abbandono massivo di scarti tessili, di provenienza dal vicino
distretto industriale" Il documento è del 2018 e chi scrive è stato audito. La versione originale primitiva è contenuta nell'articolo che segue al link https://www.linealibera.online/inceneritore-procura.../. Sarebbe interessante andare a chiedere (chiedetelo al Tirreno e alla Nazione ) una intervista al F.F: Giuseppe Grieco, per sapere che cosa ne è stato di queste inchieste. Tanta salute a tutti!
ALESSANDRO ROMITI LINEALIBERA.ONLINE
inceneritore, procura & secretazioni. VIETATO AI CITTADINI FAR SAPERE QUANT’È BUONA L’ARCHIVIAZIONE CON LE PERE, ALTRIMENTI CHI L’HA PERDE IL POTERE - Linea Libera
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