agliana. LA MISERICORDIA PUBBLICA IL BILANCIO, MA NESSUNO NE PARLA. OCCOMEMAI?
- alessandroromiti
- 22 giu
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Abbiamo atteso tre settimane e finalmente è arrivato. Il bilancio d’esercizio 2025 è ancora passivo ma di sole 10mila euro: una buona notizia. Per invertire la rotta, serve però risvegliare il sentimento di appartenenza della cittadinanza, ma il Magistrato non ci sente e continua a fare il “controllo accessi soci”. Stasi, Zuccheddu e Travaglio, non sarebbero ammessi all’OdV guidata da Francone (che però studia teologia!)
Franco Benesperi a sinistra, ha raccolto l'eredità del presidentissimo Articoli a destra che ha spaccato la cittadinanza sulle vicenda Mangoni e ridotto ai minimi termini la partecipazione alla OdV aglianese, anche quest'anno in perdita (però di soli 10mila euro: evviva!)
AGLIANA. La sera del 27 maggio si è tenuta l’Assemblea annuale per la approvazione del Bilancio del 31 dicembre 2025 e dopo tre settimane è stato reso pubblico il Bilancio di esercizio con una forma tecnica diversa da quella del 2024: si tratta della versione “riclassificata EU”, ma ben comprensibile ai nostri contabili.
Quello che ci ha colpito è il fatto che solo noi di Linea Libera, portiamo all’attenzione della pubblica opinione il risultato operativo e parliamo delle conseguenze gestionali sulla OdV Confraternita di Misericordia, monopolista sul territorio del servizio di assistenza e 118: perché tutta questa omertà? Qual è il problema da nascondere?
Non lo hanno ancora capito in Piazzetta della Misericordia 1 che il buon nome della Misericordia si tutela con la partecipazione e la trasparenza e non con l’omertà, le querele e i comunicati stampa velinati fatti da soggetti anonimi, su blog anonimi, con Direttori coperti da pseudonimo, che non rispondono alle richieste dei colleghi e che non hanno recapiti di telefono.
Beniamino Zuccheddu, Alberto Stasi e Alessandro Sallusti, non sarebbero ammessi al sodalizio della Confraternita di Misericordia di Agliana ex art. 17. Che peccato!
Una vera ridicolezza è infatti quella apparsa su un blog nazionale, che spiega – entrando in un paradosso mistificatorio assoluto – che “La struttura decisionale si basa su regole rigide [1]: nessun socio può detenere più di una delega, evitando così concentrazioni di potere nelle mani di pochi individui [2]. Questo meccanismo protegge l’integrità democratica [3] dell’organizzazione e assicura che la volontà collettiva [4] rispecchi realmente quella della base associativa [5].”
La velina apparsa su www.ameve.eu è condita in fondo anche una supercazzola dell’Amerigo, uno che vi spiega come, ad Agliana, è tutto bello e funzionante ed eticamente irreprensibile. Peccato chela storia sia tutt'altra, drammaticamente smentita dai trascorsi della OdV e che dunque ci impegna ad aprire alcune domande:
[1]: Perché la “struttura decisionale si basa su regole rigide”? Se la Misericordia è della “gente”, rendetela una comunità aperta al controllo e così alla (corrisposta) partecipazione nel volontariato: a chi serve assicurare queste misure protezionistiche? Credete forse di essere il MPS o UNICREDIT ed evitare così delle improbabili scalate di cittadini? Siete ridicoli.
L'articolo 17 dello Statuto di Misericordia Agliana è severo: discrimina anche chi ha avuto condanne mentre così non è per la Arciconfraternita di Pistoia. Ma non doveva esserci la riabilitazione e il reinserimento dei condannati? E le sette opere di carità? Aveva dunque ragione Mansueto Bianchi?
[2]: Infatti, dopo la pubblicazione della corrispondenza tra Barontini e l’allora consigliere di opposizione Benesperi (oggi noto Bimbominkia) che abbiamo pubblicato in più occasioni e che vedete sotto, la Confraternita di Misericordia di Agliana, doveva prendere delle misure di revisione dello Statuto e liberalizzazione degli ingressi ai cittadini, anche per evitare il rinnovarsi di incresciose situazioni riferibili alla denuncia di Paolo Vagnozzi e Gioietta Signori: un vero strazio, che nessuno dimentica, e che dunque, si rinnova!
A sinistra la lettera del 2013 che mise in mutande la "Mise". Ac centro Attilio Barontini In blue) con il mio parroco ex correttore morale che (ahinoi) "non corresse" l'Artioli nella lite giudiziaria con psicodramma contro i professionisti Mangoni. Oggi però lo ha riaccolto al Ministero della lettura, dopo 4 lustri di epurazione è stato finalmente "rieducato". Anche lui, il parroco Tofani è indirettamente responsabile di avere causato il buco da mezzo milione che pesa ancora oggi sui bilanci. Tutti con la bocca cucita e la catena al collo. Historia Magistra Vitae, ma non per i misericordies
[3]: “L’integrità democratica” della OdV non potrà essere assicurata con delle misure protezionistiche, controllate dal Magistrato: si tratta di un’azione illiberale e antidemocratica, lo capite o non? Se le iscrizioni all’elenco dei soci è controllato e subordinato al gradimento di qualche entità, allora subentra il fenomeno della cooptazione dei belli e della esclusione dei brutti, chiaramente discriminati, come è stato chi scrive nel 2013 (gli notificai inutilmente la domanda a socio e il correttore morale, mentre Don Paolo Tofani, mio parroco, mi espulse, dal Ministero della lettura) e i volontari amaramente maltrattati dal presidentissimo Artioli e poi fuggiti nel 2011. Anche la figlia maggiore del compianto Cicciobello (chiedete a Mauro Polvani di lui) sono amareggiate per quest’atteggiamento discriminatorio, che l'ha costrette obtortocollo a non seguire le orme del padre, storico volontario della Misericordia degli anni 60/80: un vero peccato!
A sx: una foto al ristorante Giulio anni 90. In quei momenti l'OdV non esisteva con le regole di oggi e la gente si stimava vicendevolmente non c'erano vessatori e randorosi. Poi è arrivata la stagione del depauperamento delle risorse umane, primo in piedi Vincenzo Fabbri bravo fisioterapista, costretto ad andarsene e sbattere la porta. Altri a tavola, non hanno visto i discendenti coinvolti per la spaccatura causata dalla gestione Artioli/Morosi. Al centro Mansueto Bianchi chiedeva di "riportare le Misericordie sulle ruote del Vangelo". A dx, Piervittorio Porciatti, anche lui giornalisticamente discriminato era molto amareggiato per il silenzio alle sue domande nel 2014. E' cambiato qualcosa?
Per non parlare di altri volontari fuggiti, uno tra i più brillanti è sicuramente stato Vincenzo Fabbri stimato fisioterapista, fuggito via per polemiche insorte con la gestione di venti anni fa), oppure dell'ottimo dirigente infermiere Fabio Pronti, anche lui sparito dai radar da 4 lustri.
[4]: “La volontà collettiva” delle famiglie preposte, ovvero dei pochi guardiani selezionati e insediati nel Magistrato, un organismo chiaramente orientato, perché ristretto con poche teste pensanti, come spiegava la Paola Cipriani nel 2013. Paola è una pensionata che è stata "rimpastata" nel Magistrato per mancanza di persone, insieme al disciplinato Renzo Giagnoni: anche lo svuotamento del Magistrato è sintomatico di una crisi di partecipazione, secondo i nostri confidenti. È chiaro questo o dobbiamo aspettarci una querela dalla Hilary e la Catherine (loro tanto, vanno a cena con la Pg del Lgt. Placido Panariello e dunque, vinceranno al primo tempo!)?
[5]: La “Base associativa”? Ma spiegate meglio che state parlando della elitè al comando che è certamente una condizione non esattamente ispirata a criteri di democrazia di rappresentanza, perché non eletta e solo cooptata a gradimento del Magistrato. Un bell’affare, dunque si potrebbe sapere quis custodies ipsos custodies?
Se è vero che non ci sono più le famiglie di una volta capaci di affermare la “saga familiare poco adeguata ...che gestiscono in prima persona le sorti dell’Ente” (questo dissero il Direttore Generale dell’Arciconfraternita Riccardo Fantacci e il Direttore del 118 Alessandro Vannucci al Presidente Attilio Barontini , la situazione gestionale ci sembra invariata con il controllo delle iscrizioni, come se fosse un circolo del burraco. Anche Attilio, ne aveva promesse delle belle, sulla “polemica con la Misericordia”, ma poi ha ringambato, tenendo la bocca cucita: un bell’affare!
È stato quello dell’inizio secolo un periodo brutto per la Misericordia di Agliana coinciso con la costruzione della nuova sede e le conseguenze di una dimostrata malagestione dell’Artioli, iper-personalizzata: peccato che non sono mai state perseguite le responsabilità per i ristori dei danni causati e che si trascinano ancora oggi, come ci spiegò il Consigliere storico Dottor Ferdinando Santini, veramente amareggiato per la questione dei Vagnozzi e dei professionisti Mangoni ma, sempre molto riconoscente nei nostri confronti per l’ottimo lavoro di informazione fatto alla cittadinanza.
La cittadina non si sente affatto “padrona” della Confraternita di Misericordia, considerando come il ricordo delle malefatte accadute anche quattro lustri fa, abbiano portato un pesante pregiudizio alla percezione pubblica dell'organizzazione, che si riflette ancora nella sua quotidianità e questo, purtroppo, non in maniera positiva: la politica delle “bocche cucite” – sappilo Attilio – è deleteria per chi rivendica modalità di conduzione democratica e trasparente, ma solo a chiacchere.
Dall'art.17 dello Statuto, sembra che la Confraternita di Agliana non rispetti le opere di carità che sono anche raffigurate a Pistoia al Vecchio ospedale: visitare i carcerati (ovvero accoglierli quando escono dal fine-pena). Va bene così? Mansueto Bianchi chiedeva di rimettere le Misericordie sulle "ruote del Vangelo".
Quest’anno il Bilancio si chiude ancora in perdita ancorché di soli 10mila euro, e il vero problema – di questa condizione – è la riduzione delle contribuzioni da parte dei cittadini: quando c’era il Frate, fino a trenta anni fa, la raccolta domiciliare permetteva da fare incassi anche di quattro volte, dei numeri di oggi: poi arrivò la crisi del 2008. Corrado Artioli venne in Tribunale a riferire falsamente ed era sotto giuramento, ma venne poi salvato dall’amico lioneer Lgt. Placido Panarello (un altro misericordioso attovagliato nel Lyons) che la crisi delle devoluzioni, iniziò dopo la nostra inchiesta sui Mangoni, mentre ben diversamente, iniziò nel 2009.
All’epoca non c’era una architettura finanziaria, qual è la fondazione, la Unimise srl e affini, con gli organi – che ci appaiono molto costosi – di oggi;
la gente, era forse più fatalista, amichettista in modo genuino e allargato, e davvero solidale non si preoccupava dei fenomeni di incapacità gestionale e soprattutto non subiva vessazioni e recriminazioni, ovvero esclusioni e minacce anche trasversali, come ci spiegarono i coniugi Vagnozzi/Signori.
Oggi, l’organo di controllo si prende quasi 9 mila euro per controllare l'ovvio cioè che i bilanci sono corretti e corrispondenti al vero, forse con voci troppo raggruppate; a proposito, ma quando avete speso con l’Avvocato Antonio Bertei per affrontare la lite con noi di Linea Libera in due gradi di Giudizio? La crisi delle raccolte e donazioni, ha un’esatta relazione di causalità, cioè di cattiva amministrazione chiamata questione dolorosa e spiacevole da via Steccuto e non certamente riconducibile alla nostra inchiesta giornalistica che ne è stato effetto: lo capiscano bene nel Magistrato e specificatamente la progressista Elisabetta Tesi, pasionaria a tempi alternati.
Il problema l’avete in casa in Piazzetta della Misericordia e non è certo colpa del Governo Meloni, di Edoardo Bianchini o di Alessandro Romiti.
PS: per i volontari impegnati. Vi diranno che questi articoli sono prodotti per gettare fango su di voi: non credetegli. È vero il contrario. Gli articoli pubblicati sul blog e (presto riaprirà il periodico Linea Libera) sono frutto di una cronaca giornalista sostenuta dalle denunce di indignati. Guardate alla luna e non al dito! Quindi grazie per il vostro servizio che, ho molto apprezzato nella richiesta di interventi con il 118: ma siate critici e chiedete di partecipare alle assemblee.






























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