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risiko bancario. LOVAGLIO, IL LUCANO DI FERRO, RESISTERÀ A INTESA?

alessandroromiti
23 set
Tempo di lettura: 2 min

È una nuova Mps quella che oggi si difende dall’attacco Intesa con ben 4 miliardi di distribuzione. Ma che succede se l’esito delle offerte non fosse risolutiva?

La sede del MPS di Siena e a destra il Ceo Luigi Lovaglio, un manager con i controbaffi


TORINO –SIENA. Dobbiamo anche noi considerare la guerra in atto tra INTESA e MPS proprio perché ultimi fruitori del sistema bancario che – possiamo dirlo senza tema di smentite – è una entità dove la relazione umana tende a volatilizzarsi e vedere l’affermazione crescente della spietatezza offerta dagli algoritmi.

Dopo il bagno di sangue sopportato tre lustri fa da MPS e culminato nella morte (inspiegata) di Davide Rossi, oggi MPS è risanata, alla guida di un manager lucano d’eccezione e, infatti, Luigi Lovaglio – anche conosciuto come “baffo di ferro” – ha indubbiamente rimesso le cose a posto, riallineato i bilanci al risanamento e così permettere alla principale banca della Toscana di guardare al futuro con serenità. 

Chi scrive, non ha un’adeguata competenza in materia finanziaria, ma è consapevole che la migliore tutela del consumatore e quindi la comunità di noi fruitori dei servizi bancari, non potrà che essere assicurata dalla pluralità delle offerte disponibili dalla presenza di diversi Istituti bancari: quindi a minori raggruppamenti, risponderanno maggiori entità bancarie con maggiori e plurime offerte. È il mercato bellezza.

Però questo non lo capisco i meccanismi di regolazione? Vedremo andando disse il cieco…. Infatti, dopo la presa di Mediobanca, baffo di ferro deve fronteggiare l’Opas ostile da circa 30 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps che, chiaramente non ha prudenze e sembra spietatamente volta all’acquisto di quote.

Lovaglio affronterà l’opas di Intesa Sanpaolo a viso aperto, con un piano che promette di proiettare il Monte nell’empireo degli istituti europei. Il più clamoroso rilancio è arrivato con due offerte pubbliche di scambio, contestuali e parallele, interamente in azioni, su Banco Bpm e Banca Generali, per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro. L’offerta vale circa 25 miliardi per Banco Bpm e quasi 9 miliardi per Banca Generali, puntando a costruire un gruppo bancario da circa 466 miliardi di attivi, destinato a diventare il terzo polo italiano. Ecco dunque l’accentramento che vorremmo evitare.

È questo l’ennesimo azzardo della carriera del banchiere lucano: da dirigente di filiale del Credito Italiano a protagonista del consolidamento nell’Est Europa, dal salvataggio del Credito Valtellinese al risanamento di Mps, fino alla conquista di Mediobanca e al clamoroso ritorno al vertice dopo il ribaltone assembleare dell’aprile 2026. A 71 anni Lovaglio gioca una partita, se possibile, ancora più ambiziosa: trasformare Mps in un campione nazionale indipendente da Intesa Sanpaolo.



Proponiamo all’attenzione dei lettori più capaci e interessati un articolo di Beatrice Calò, pubblicato a questo link sul periodico finanziario Policy Maker Mag 


AR                                                                                                                                    alessandroromiti@linealibera.info

1 commento

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Francesco Mugnai
23 set
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Curioso fenomeno della politica italiana: sul dossier INTESA–MPS, certe convinzioni sembrano cambiare con la latitudine.

In Toscana si sottolinea che MPS non deve essere smembrata, che vanno tutelati il territorio, l’identità della banca e la libera concorrenza.

Appena ci si allontana dalla Toscana, torna invece il ritornello:“Deve decidere il mercato.”

Benissimo. Ma allora sarebbe utile chiarire che cosa intendiamo per mercato.

Perché il mercato non è composto soltanto dagli azionisti, dai grandi gruppi finanziari o dai cosiddetti “salotti buoni” della finanza.

Il mercato siamo anche noi.

Sono le famiglie che affidano i propri risparmi alle banche. Sono le micro, piccole e medie imprese che chiedono credito. Sono i territori che hanno bisogno di pluralità bancaria. Sono i clienti che devono…

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