misericordes. PIETRO GROSSI SI FA INTERVISTARE E SI TOGLIE QUALCHE SASSOLINO….
- alessandroromiti
- 23 mar
- Tempo di lettura: 3 min

Pietro Grossi è un volontario con la V maiuscola: pur di fare servizio è capace anche di bersi qualche "calice amaro", ma poi con il tempo....arriva il maldipancia.
Dopo molti anni di conoscenza, il Governatore della Misericordia di Roma Sud ci dice sconfortato che non sarà possibile avere un regime change in via Steccuto: quando il volontariato è una passione esistenziale, i colletti bianchi si muovono indisturbatamente.
FIRENZE- ROMA. Sono anni che conosciamo Pietro Grossi, grazie all’intercessione di Angela Caprio che si è da poco candidata a Presidente nazionale: una candidatura imprevista e non controllabile. Pietro è una persona che sembrerebbe schietto e diretto, ma non lo è: il carico di impegni e responsabilità, lo costringono a stare a galla in alcune predicazione incomplete, sfumate, sibilline. La nostra redazione lo conosce da almeno 7 anni, come un Governatore dedicato al volontariato più intenso, concentrato alla direzione della sua Misericordia Sud di Roma, che dirige con non poche sofferenze per inevitabili scarsità di fondi e continui conflitti con la Confederazione nazionale.
Pietro, sa molte cose e vorrebbe anche sbottonarsi di più nel “denunciare il sistema” che è affiorato alla luce la mattina del 7 scorso nell’assemblea dei soci: ci spiega che dal Lazio era partito un governatore in avanscoperta e molti altri hanno seguito la sessione in remoto, defilati, non registrati, per non consentire il raggiungimento del quorum del 50 % necessario per la approvazione di quello sfacciatissimo documento anticipatovi come “variazione allo Statuto”: insomma una gesto di (s)partecipazione voluto per motivi di contestazione, visto che la Confederazione sarà presto una Fondazione e scaricherà il dissesto di bilancio accumulato allo Stato; what else?
La Misericordia di Roma, non sembra avere molta stima per i colletti bianchi, visto che hanno dato "forfait" all'Assemblea nazionale del 7 scorso: No governatori, No party!
Il problema sostiene Pietro è che le OdV tutte sono oramai divenute– prescindendo dalla casacca – un mero concetto di funzione del servizio e del soccorso pubblico, omologando a “sistema” ogni entità, qualunque sia la Croce che si adotta per designare un marchio di OdV, cioè organizzazione di volontariato.
Anche nel Lazio, ci anticipa il Governatore, vogliono costituire una Federazione regionale laziale delle Misericordie e non ci replica niente riguardo alla circostanza che questa, sarebbe un altro “Stato nello Stato” come lo è la federazione Toscana: a che servono questi sottosistemi, se non a costituire dei centri di potere eccentrici a un Governatorato centrale arrogante e indemocratico, protestato dalla maggioranza?
Il Governatore romano non sembra disinvolto nel rispondere alle nostre domande, anche rivolte alle spese faraoniche fatte da Confederazione per le azioni legali tenute dagli avvocati Paolo Sanchini, Giovanni Barbara e Rosanna Ricci, ma però protesta per le esose retribuzione dei dirigenti e qui, quasi si commuove a ricordarsi di Gianluca Staderini (che ha visto giovane volontario tanti anni fa), e che arrivano anche a 70/90mila euro annui per funzioni dirigenziali, svolte appunto, nell’attività di coordinamento e controllo di volontari; quelli che prestano opera senza alcun corrispettivo. Ed eccolo il business!
Ci farà poi sapere al termine della conversazione di oltre 20 minuti, che lui non si è illuso: sa bene che non si potrà “cambiare il mondo” e dunque, si preoccupa di pensare al suo umile servizio, senza rinfocolare le polemiche che, alla luce delle malefatte emerse in questi anni (Isola C.R., Modena, Benevento e quante altre Fraternite) suscitano non poco rammarico per l’aumentare della sempre più grande categoria dei governatori malpancisti all’interno di Confederazione.
I malpancisti sono tanti, ma remissivi, prudenti e reticenti: purtroppo non sanno fare “sistema”, visto che non ragionano seguendo criteri di remunerazione economica. Ma forse il “muro” inizia a fare una crepa che potrebbe allargarsi a macchia d’olio e a noi piace credere che, anche il nostro periodico Linea libera ha contributo a quel risveglio di coscienza indispensabile al risanamento delle OdV, non solo delle Misericordie, ma di tutte confondibili l’una dall’altra nella nuova aziendalizzazione del volontariato. Adesso iniziano le candidature per l’elezione del Presidente nel prossimo Maggio, senza la decisiva “variazione di Statuto” abortita per assenteismo (coordinato).
Un bel pasticciaccio, Giandomenico!





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