misericordes. PARTONO LE MISSIONI INTERNAZIONALI, MA AL CONSIGLIO NAZIONALE, LO AVETE DETTO?
- alessandroromiti
- 22 giu
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La missione per l’invio di medicinali in Libano è certamente un’operazione di grande rilevanza umanitaria, ma ci sembra che manchi qualcosa.
Domenico Giani è soddisfatto e ride contento. Anche noi lo saremo quando ci avrà risposto alle domande che abbiamo posto nel prosieguo.
FIRENZE. Le missioni internazionali in Libano, sono state ampiamente pubblicizzate su Facebook e la cosa ci ha insospettito, per la sindrome – sempre in agguato – del “miracolo della casacca” *: una il 18 giugno e una ieri Domenica 21. Molti volontari plaudono a questi atti di soccorso internazionale svolti in tamdem con l’Esercito: tutto bello, chiaro, efficiente ed efficace.
Ma a noi, c’è qualche cosa che non torna. E dunque vogliamo proporre delle domande alle quali il Presidente Giani, potrà anche rispondere, magari con una lettera pubblica da spedire a tutte e agenzie stampa e le quasi 700 associate.
1) Ma il Consiglio Nazionale è stato informato di queste operazioni che, al momento, non sembravano preannunciate ad alcuno?
"Tutto va ben, Madama la Marchesa". Tutti buoni, bravi ed efficienti, anche solidali. Ma i vaìni? Da dove provengono? Il Consiglio Nazionale è stato informato? Ha autorizzato?
2) Che dice lo statuto sul punto: sono autorizzate le missioni internazionali?
3) E le spese di logistica correlate all’invio dei pallet di medicinali e viveri, chi le sostiene? A quanto ammontano i gettoni e rimborsi spese ai dirigenti dell’operazione?
4)Luca Bagnoli e gli altri due commissari dell’Organo di controllo, hanno contezza delle due operazioni? Loro devono ancora vedere approvato il bilancio 2025 o non ci ricordiamo bene? E i “saggi” e l’organo di vigilanza Avv. Claudia Arena è stata informata?
5) A parte la comunicazione pop sul social Fb, la Confederazione ha stipulato delle convenzioni con Esercito o il Ministero per la gestione dell’operazione? Chi deve fare cosa e a che prezzo?
Ci perdonino in Via Steccuto, ma siccome la Confederazione riceve un fracco di soldi pubblici dal “Mef” (e chi scrive è un contribuente ben tosato dall’Erario), le risposte saranno gradite, viste anche il forte contenuto di rilevanza pubblica sull’argomento “missioni internazionali”.
*: “il Miracolo della casacca” consiste nell’arruolamento di volontari che si mettono a disposizione all’insegna della fratellanza e solidarietà, ma che permettono – inconsapevolmente perché disattivati nelle loro funzioni cerebrali – di fare una “gestione allegra” nel direttorio nazionale, con erogazioni di prebende, gettoni, rimborsi e nomine arbitrarie ai soliti dirigenti non ispirate al fondamentale criterio di servizio e competenza, come è stato recentemente per il caso dello sfanculamento di Federico Bonechi di Pistoia.






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