misericordes. CRISI DI VOCAZIONE DEI VOLONTARI, COME CONSEGUENZA DELLA MALAGESTIONE. WHAT ELSE?
- alessandroromiti
- 8 giu
- Tempo di lettura: 4 min
Ci arriva una amara riflessione sulle vicende dei misericordes, ovvero sulla crisi del volontariato che risponde alla domanda: è nato prima l’uovo o la gallina? Riceviamo un messaggio da un volontario disgustato e dissenziente.
Un parte del Cerchio magico, al quale manca il Colonello Corsinovi e il Cap. Elio Di Leo: Da sinistra Gionata Fatichenti, Filippo Pratesi, e Gianluca Staderini.
FIRENZE. Come ben sapete la parte del trasporto sanitario oramai è sempre più abbandonata dai volontari, in particolare dai giovani che, oltre ai pensieri di una vita sempre più difficile da costruire, vedono un sistema che non ha più niente di “genuinamente volontariato” essendo ormai al soldo del servizio sanitario regionale e non più del sentimento di volontariato, cioè le persone;
ai volontari, rimaneva quindi il grande mondo della Protezione Civile (PC) ma anche questo, per svariati aspetti sta cambiando: nelle Misericordie i cambiamenti sono però più significativi e anche in questo caso seguono le orme del sistema sanitario. Mi spiego meglio: se andiamo a guardare le foto postate sui social come facebook vedremo sempre i soliti volti, magari alternati da qualche volontario. Trattasi di volti appartenenti a dei dipendenti o pseudo tali, comunque collegati a pagamento di corrispettivo in denaro o ticket.
Dipendenti di cooperative o di Misericordie che sono oramai strettamente legate alla Federazione Regionale: da qui arriviamo ancora al super dirigente Gionata Fatichenti, per il secondo mandato indicato da Confederazione a rappresentarla nella Commissione Nazionale delle associazioni di protezione civile (presso il Dipartimento). Già questo dettaglio dovrebbe far pensare: il massimo livello di rappresentanza del volontariato viene ricoperto da un dipendente/dirigente di altissimo livello: ma davvero non ci sono in tutta Italia dei volontari capaci di portare il sentimento di chi si dona in maniera altruistica su un board nazionale?
In questo nuovo mandato tra i vari rappresentanti delle associazioni nazionali Gionata è riuscito a farsi eleggere a Presidente della commissione nazionale, eppure la norma, il codice di protezione civile (D. Lgs. 1/2018) all'articolo 32 parla chiaro nel primo comma, definisce “chi è” il volontario di protezione civile, “colui che aiuta le persone e le comunità in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti”
Ci pare dunque di poter affermare che siamo posizionati in modo tutto il contrario a quello di un dirigente; siamo maliziosi a dire che, evidentemente, qualche spinta ha fatto chiudere gli occhi su una norma così chiara?
Il precedente Presidente Federico Bonechi, ben diversamente, rappresentava il volontariato territoriale della Toscana, cioè ogni regione, indirizza al Dipartimento della protezione civile un proprio rappresentante del volontariato di Protezione Civile atto a comporre la Commissione Territoriale. Ebbene Bonechi era stato indicato dalla Federazione Misericordie e poi ratificato da tutto il volontariato della Toscana ed era stato lì collocato per due mandati entrando nel direttivo, sedendo nel comitato operativo nazionale, coordinando i tavoli di lavoro sulla sicurezza e difendendo le istanze di tutto il volontariato, anche di quelle piccole realtà delle Misericordie che vengono di solito divorate.
A sx. Domenico Giani (Ceo della Company Confederazione) con Elio Di Leo, a centro il vero deus ex machina Colonnello Alberto Corsinovi e Papa Leone XIV: qualcuno gli porterà questa amara, quanto autentica lettera/riflessione di un ottimo volontario oramai sconfortato?
Ecco che arrivano i problemi: la difesa dei piccoli e più deboli e la volontà di considerare in modo allargato (cioè non solo per le Misericordie) e allora anche in Toscana cosa scelgono di fare? A rappresentare il volontariato nel tavolo regionale verrà destituito il Bonechi Federico e ci mettono Filippo Pratesi e Marco Meli, il primo, Direttore della Federazione Toscana (rieccoci con i direttori che piacciono tanto) e il secondo dipendente e vice di Gionata Fatichenti. Ecco, che potevano "far fuori" il Bonechi, i dirigenti (consiglieri e in teoria volontari) sono liberi di scegliere chi vogliono ma nella regione in cui è nato il volontariato mettere due dipendenti di alto livello mi parrebbe un ulteriore affronto al volontariato più genuino e libero da prebende, o forse no. Non si tratta di affronto ma di una scelta, di una strategia di lungo periodo e questo è il punto: se il volontariato ha oggidì, bisogno dei dipendenti e/o dirigenti a ogni livello che “volontariato” è diventato?
L’argomento è condito con tonnellate di reticenza e quindi, se nessuno ha detto niente: e ciò cosa significa che c’è un tacito consenso? Che i volontari non ci sono più e quei pochi rimasti sono in qualche modo legati a delle coercizioni e temono delle ritorsioni.
Questo secondo è l'argomento “principe” degli argomenti che nessuno affronta un atteggiamento omertoso.
A sx, la cappa nera: la vera privacy esisteva già nell'800, poi arrivarono i finanziamento pubblici e la macchina si mise in moto. Gionata Fatichenti a dx è un manager che svolge il servizio in spirito di - appunto - "servizio" o ha diversamente dei previsionali del business plan da raggiungere? Quanto riceve per la sua funzione, in contrasto con il comma 1 Art 32 del D. Lgs. 1/2018?
Se le Misericordie sono diventate “aziende lucrative” non fanno niente di illecito, ma lo dicano in piena trasparenza e genuinità, il volontariato è altro e i volontari, quelli di una volta siano almeno rispettati e non presi in giro con questi giochetti.
Il quadro generale è oramai volto a una perfetta rendicontazione aziendale delle Misericordie, con i suoi organigrammi manageriali, prebende, stipendi o emolumenti di rimborso perché questo rispecchia a pieno il vero problema della confederazione/federazione e cioè quello di avere il controllo di un sistema orientato al business. Questo sistema è drogato dal malaffare e chi lo ha sviluppato ha distorto la naturale essenza dei dipendenti che, nessuno vieta possano esserci, ma che dovrebbero essere loro al servizio dei volontari e non viceversa. In una organizzazione di volontariato deve essere la componente volontaristica a “dettare il passo” non i dirigenti/dipendenti che invece muovono i fili dietro per delle gratificazioni che non hanno alcun riferimento al mandato istituzionale.
E questo è il punto, nessuna opposizione ai dipendenti, visto che se una realtà cresce non può essere governata solo con persone ad avanza-tempo ma almeno il buon senso sì, quello si salvi!
Perché in antichità i primi misericordiosi avevano la cappa e si facevano chiamare servi (da lì, nasceva il servizio): mica si facevano chiamare Direttore o Manager!
Volontario disgustato
















Commenti