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misericordes. BENE, BRAVA ANGELA MA DELL'ARCHITETTURA FINANZIARIA, NE VOGLIAMO PARLARE?

  • alessandroromiti
  • 5 giu
  • Tempo di lettura: 10 min

Angela saprà resistere alle "sirene" ammaliatrici di via Steccuto?


FIRENZE. Bella la lettera dell'Angela Caprio, all'indomani dell'Assemblea nazione. Essa è indirizzata principalmente ai Governatori che hanno eletto di suo antagonista Domenico Giani e del documento evidenziamo in grassetto alcuni periodi che ci appaiono emblematici e assai impegnativi.

La domanda adesso è: riuscirà l'Avvocato di Roccasecca a resistere alle sirene di via Steccuto? Angela sa bene, che si terrà per tutto il suo mandato, sotto la lente di ingrandimento della nostra redazione, e che non esiteremo a prendere la bacchetta per rimproverarne eventuali "passi falsi". Alcuni osservatori - ma non c'era bisogno che ci avvertissero - rilevano il rischio di qualche incarico di rilievo per "attenuare" le sue spigolosità critiche. Ebbene, noi siamo pronti, Angela non ci deludere e buon lavoro.


Carissimi Governatori e carissimi volontari.


Reverendissimo Mons. Agostinelli Correttore Nazionale

Egregio Signor Presidente,

Egregi Organi di governo tutti


Oggi siamo qui riuniti qui a Montecatini per celebrare l’Assemblea per l’approvazione del bilancio (a meno di ventiquattro ore annullata per assenza del parere dell’Organo di Controllo) quella Elettiva e Statutaria. Dovrebbe essere questo il momento in cui definire il ruolo e la programmazione che le Confraternite di Misericordia in una epoca di grande cambiamento, dove l’umano ha sempre meno spazio, dovrebbero confrontarsi.

Cosa penso della gestioni precedenti è noto a tutti, il mio punto di vista sulla situazione generale rimane fermo, anzi con la mancata presentazione all’assemblea del bilancio nel termine massimo di legge appare più netta. Rimangono i problemi irrisolti trascinati da una gestione all’altra. Io resto coerente con il mio pensiero ed i miei scritti che avete tutti e su cui non ritengo dover aggiungere altro.


Questa assemblea nazionale si tiene in corrispondenza di un cambiamento epocale, di quelli che si verificano tra i vari secoli e, a questo riguardo, vorrei avviare con Voi una riflessione su come le Misericordie possono continuare ad essere soggetto di novità e strumento di supporto alle trasformazioni in atto.

Tra di Noi parliamo sempre del ruolo sociale secolare che le Confraternite, e le misericordie in particolare, hanno svolto, e, curiosa come sono, ho aperto l’Enciclopedia Treccani alla voce Confraternita e vi ho letto:

  • “Associazione di fedeli eretta per l'esercizio di opere di pietà e di carità con una regolare organizzazione, e avente per scopo anche l'incremento del culto pubblico”,

  • “Le confraternite odierne non hanno l'importanza di quelle di una volta, specialmente medievali”,

  • “Tali sodalizî apportarono bene alla società, provocando la fusione delle varie classi, l'affratellarsi degli uomini per la tutela e gli aiuti reciproci, promuovendo opere di carità e di assistenza, specialmente ospedaliera, e favorendo anche l'opera di assistenza verso gli stranieri.”

  • “La confraternita, associazione laica sotto forma religiosa, contribuì a ridestare la religione, quando questa era per affievolirsi, e tenne vivo il sentimento di carità fraterna.”

Tre capitani del Cerchio magico, Fatichenti, Pratesi, e Staderini


L’idea che le Confraternite non hanno più l’importanza di una volta ci obbliga a fare un esame di coscienza riguardo la concretezza della nostra presenza sui territori, oggi siamo fortunati, il Magistero, prima di Papa Francesco e ora Papa Leone XIV, ci indica i comportamenti necessari, contestualizzandoli nei nostri Territori, tra la nostra Gente e nelle nostre Chiese.

La forza delle Confraternite è stata, sempre, quella di comprendere i segni dei tempi e dare delle risposte nei limiti del possibile. Il ruolo, figlio della tradizione ecclesiale, da sempre, favorisce “la vocazione di collegare” agilmente e con sicurezza il passato e il presente, grazie all’insegnamento sociale della Chiesa, che è una via oltre che una dottrina.

Nei secoli passati le Misericordie hanno supplito alle carenze dei tempi,

  • dalla sanità alla assistenza,

  • al dare cristiana sepoltura a coloro che venivano uccisi lungo le strade e abbandonati,

  • alle confraternite dotalizie o elesimoniere,

  • ad essere punto di riferimento di quella parte di società più debole e meno considerata.

A questo riguardo la Provvidenza ci sta facendo vivere un’epoca dove la Chiesa dimostra di essere in grado di interpretare i segni dei tempi, capace di testimoniare il messaggio cristiano nel cambiamento epocale.

La nuova evangelizzazione, in quanto tale, non scarta l’evangelizzazione precedente, così come la “nuova creazione” di cui parla San Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi (5,17) o nella Lettera ai Galati (6,15), non annulla la prima, alla quale tutti apparteniamo e da cui proveniamo, che ha anch’essa:

  • Dio come autore,

  • il Verbo come mediatore

  • e lo Spirito Santo come animatore.

La nuova evangelizzazione non scarta quella che l’ha preceduta, ma intende rispondere ad una situazione nuova. Si può affermare che la qualifica di nuovo che il Santo Padre, con ripetuta insistenza, attribuisce al permanente impegno della Chiesa per l’annuncio del Vangelo, non implica nessun giudizio sul tempo passato, né tanto meno un giudizio favorevole, la prima cosa da fare è prendere coscienza dei cambiamenti avvenuti per adattare il nostro servizio di Misericordie alle nuove situazioni sociali.

Già cinquanta anni fa la Chiesa con la Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi ci indicava un programma di nuova evangelizzazione, di guardare al futuro non più soltanto con ciò che sta alle porte e ci dobbiamo fare i conti tutti i giorni, ma, sempre più spesso, come qualcosa che sta avviluppato nel presente, che lo genera, di cui possiamo già distinguere i tratti.

Come Confraternite, nelle varie epoche, la nostra visione cristiana ci ha sempre permesso di contribuire in modo decisivo alla “gestazione del futuro” in seno al presente.

Le situazioni che ci circondano, d’altronde, sono sempre nuove e ad esse bisogna saper rispondere, con un sempre più adeguato rinnovamento della nostra azione sociale.

In particolari momenti, in cui le circostanze storiche diventano ancora più “nuove”, perché le fratture con il tempo precedente sono più visibili, il richiamo al rinnovamento della evangelizzazione si fa più urgente. Se non lo si ascolta, c’è il rischio di diventare semplicemente irrilevanti o di rimanere assenti, mentre le res novae si sviluppano e si costruiscono, attorno a Noi e in Noi.

Non basta un impegno genericamente rinnovato.

Le nostre Misericordie sono e resteranno espressione dei territori, punto di riferimento per il superamento delle difficoltà che la società civile incontra e che le Istituzioni, con tutta la buona volontà non riescono a soddisfare.

Ma in questo momento storico in cui come Misericordie dobbiamo affrontare molte difficoltà per portare avanti in nostro ruolo ultrasecolare, Papa Leone XIV ci viene in aiuto con l’Enciclica Magnifica Humanitas, manifesto di difesa della creazione divina contro il trans umanesimo.

“La MAGNIFICA UMANITÀ creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme.

Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui

  • la dignità di ogni persona sia custodita,

  • la giustizia promossa

  • e la fraternità resa possibile.

Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto.

Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo».

Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza.”

Bella enunciazione di principi, ma vogliamo anche parlare di "architetture finanziarie"? Del resto il "miracolo della casacca" è dimostrato dalle vicende di malagestio di via Steccuto, narrati dai vari Zotti, Bonechi, Di Minica e altri 50, passando dalla lucchesia con la Millennium!


Come Misericordie e come Persone impegnate nel socio-assistenziale abbiamo a supporto l’insegnamento sociale cristiano di Encicliche e Documenti come l’Enciclica “Laudato sì”, il Documento sulla “Fratellanza Umana” , l’Enciclica “Fratelli Tutti”, l’Enciclica “Laudate Deum”, l’Enciclica “Magnifica Humanitas”.

L’enciclica Laudato sì di Papa Francesco, pubblicata nel 2015, è una delle più forti prese di posizione del magistero cattolico in favore dell’ambiente, della giustizia sociale e di una visione integrale dell’ecologia.

Alla luce degli ultimi undici anni di cambiamento climatico — caratterizzati da eventi estremi, fallimenti nei negoziati internazionali e crescente consapevolezza sociale — il significato profondo del documento si è fatto ancora più attuale e profetico.

Undici anni dopo, quel grido risuona più attuale che mai, in un mondo segnato da incendi devastanti, innalzamento del livello dei mari, eventi meteorologici estremi e una crescente crisi ecologica e sociale, basta pensare a quanto è successo in Italia nel Comune di Niscemi.

Come Confraternite siamo sempre di supporto agli interventi della Protezione civile, ma situazioni come quella verificatesi nel Comune di Niscemi ci debbono far riflettere e pensare a quale nuovo ruolo di supporto alla prevenzione ambientale e comunale possiamo svolgere.


Per questo aspetto sarebbe opportuno che come Confraternite riusciamo a stabilire collegamento diretto/permanente con l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’ISPRA, che tutti conosciamo, è ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, amministrativa, patrimoniale e contabile.

Dal Rapporto ISPRA 2024 emerge che la popolazione solo a rischio frane in Italia è pari complessivamente a 5,7 milioni di abitanti, di cui 1,28 milioni residenti in aree a maggiore pericolosità (P3 e P4), pari al 2,2% della popolazione totale.

Il Problema riguarda oltre 582.000 famiglie, 742.000 edifici, quasi 75.000 unità locali di impresa e 14.000 beni culturali sono esposti a rischio nelle aree a maggiore pericolosità da frana.

Questo è un modo per fare nostro il suggerimento di Papa Francesco che proponeva una “ecologia integrale“, che supera le divisioni tra ecologia ambientale, economia e giustizia sociale. Papa Francesco lanciava un grido forte e chiaro: la Terra è “la nostra casa comune” ed è malata.

Anche il documento sulla “Fratellanza Umana” sottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb ad Abu Dhabi, ci interpella.

La carenza di manodopera a livello locale e lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni rappresenta una delle sfide più complesse e urgenti per lo sviluppo delle zone più lontane dai grandi centri urbani italiani.

Questo fenomeno, che interessa principalmente le zone montane e rurali, è il risultato di un intreccio di fattori economici, demografici e sociali che creano un circolo vizioso di declino.

La situazione generale deve tenere anche conto della “Nuova classificazione dei Comuni Montani” approvata dal Parlamento 11 marzo 2026 che prevede 633 Comuni classificati non più montani, mentre ne entrano 287.

Lo spopolamento dei territori è diventata una questione politica chiave che impatta sull'economia in generale, inoltre le Confraternite, che risiedono in quei Comuni, possono subire ulteriori limitazioni dalla esclusione dei loro Comuni dalle Comunità Montane e dalle relative provvidenze che le leggi regionali prevedono.

Per quello che possiamo, almeno io confermo la disponibilità ad essere di supporto alla costruzione della civiltà dell’amore.

Nelle Aree interne è in costante aumento la presenza di persone provenienti da altri Stati e che professano altre Religioni, la Dichiarazione di Abu Dhabi è un documento ragionato con sincerità e serietà «che ha le sue radici nella vera fede in Dio e nella fratellanza umana» ribadita per la Chiesa cattolica dall’enciclica di Paolo VI “Ecclesiam Suam” e dal Concilio Vaticano II con il documento “Nostra Aetate”.

Da questi documenti e dal loro spirito è sorto l’impegno per il dialogo con le varie religioni, che ha avuto la sua salutare visibilità negli incontri di Assisi, voluti da Giovanni Paolo II.

Tra i vari punti affrontati da Papa Francesco per la Chiesa Cattolica e dal Grande Imam di Al Azhar certo sono innegabili i «passi positivi che la nostra civiltà post moderna ha compiuto nei campi della scienza, della tecnologia, della medicina, dell’industria e del benessere, in particolare nei Paesi sviluppati», vi è però anche da notare che oggi «si verifica un deterioramento dell’etica, che condiziona l’agire internazionale ed un indebolimento dei valori spirituali e del senso di responsabilità».


La Dichiarazione di Abu Dhabi si rivolge anche agli uomini di Stato e ai Religiosi e a tutte le persone esortando a non «strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo, al fanatismo cieco e di smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione».

Anche la Conferenza Episcopale Italiana, in perfetta sintonia con l’Enciclica “Magnifica Humanitas” il prossimo 9 giugno a Milano, presso Borsa Italiana, presenterà le “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”

Il documento analizza la complessità e la farraginosità nel quale si debbono muovere il mondo del lavoro e la società civile, e cerca di fare da bussola a noi cattolici impegnati nel sociale e nell’economico.

Il documento evidenzia come “Negli ultimi anni, profondi cambiamenti hanno attraversato sia il panorama finanziario sia il dibattito etico e sociale, rendendo necessario un rinnovato discernimento sulla gestione delle risorse economiche. L’emergere di strumenti finanziari innovativi (ETF, mercati privati fino ad arrivare alle criptovalute), così come l’intensificarsi delle sfide morali legate all’integrità della vita umana, la giustizia e la pace, impongono agli enti religiosi, ai singoli fedeli e a “tutti gli uomini di buona volontà” una riflessione attenta e responsabile sulla destinazione dei propri investimenti.

In linea con quanto emerso nel Documento Finale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (nn. 74-75) e nella Sintesi nazionale della Fase Sapienziale delle Chiese che sono in Italia (nn. 21, 24-26, 31), la gestione delle risorse finanziarie è oggi riconosciuta come un ambito cruciale di esercizio della corresponsabilità ecclesiale.


L’amministrazione dei beni richiede infatti una profonda conversione delle strutture (n. 21), promuovendo una cultura della trasparenza e della rendicontazione (n. 25) che si traduca in una necessaria formazione e competenza tecnica (n. 31), affinché ogni scelta economica sia finalizzata alla missione e alla carità (n. 26).

La Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nella promozione di un’economia giusta e solidale, a condizione che essa sia animata da un autentico desiderio di contribuire al Bene Comune. L’allocazione delle risorse finanziarie non è un atto neutro, ma può diventare uno strumento di crescita integrale per la società, nel rispetto della dignità della persona e dell’armonia del creato.

Come Misericordia di Roccasecca, fatte nostre le indicazioni del documento, anche in considerazione della desertificazione bancaria che subiscono molti nostri territori e delle conseguenti difficoltà ricadenti sulle spalle dei nostri cittadini, possiamo cominciare ad ipotizzare la costituzione di società di Microcredito, riconosciute dal sistema bancario europeo, che possano alleviare le difficoltà che vivono i nostri compaesani.

E’ tempo di lavorare per ricostruire la casa.

Molte sono le Misericordie distanti dalla governance attuale delle Confederazione che domani, stante lo stile, sarà riconfermata nella pressoché totalità.

L’annullamento dell’assemblea per l’approvazione del bilancio a meno di 24 ore dalla convocazione è un fatto concludente.

La posizione debitoria già conclamata e certificata nelle relazioni ai bilanci degli anni precedenti sembra non destare alcuna preoccupazione alla governance che fonda la gestione sulla credibilità e stima costruita con il Governo, che, in ogni caso da una parte è creditore milionario attraverso sentenze della Corte dei Conti (e non solo…) e dall’altra eroga fondi precisati, su rendicontazioni (?) o attività imprecisate.

In un’ottica di giustizia sociale, e coerente al mio pensiero, auguro a tutto un buon lavoro auspicando che lo Spirito soffi accompagnando decisioni ed attività.

Fraternamente Angela Caprio



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