ignavi 3. IL MIRACOLO DELLA CASACCA HA DA RINFORZARSI. NON SCAMBIAMO LA CAUSA CON GLI EFFETTI (CHE POI, PAGA PANTALONE)
- alessandroromiti
- 8 lug
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Arriva una minacciosa (ma anche assai curiosa) lettera da parte del coordinamento regionale Toscano, che è posto sotto l’ombrello del colonnello (Federazione Toscana) e che chiede vàini per assicurare il servizio di emergenza e affini. Ma serve un chiarimento: qual è la causa e l’effetto di questa condizione di sofferenza critica? E dunque, non si potrebbe/dovrebbe recuperare le risorse disperse su fronti extra-nazionali, non previsti dallo statuto? E il Consiglio Nazionale che ha deliberato sull’argomento? Si può sapere o c’è il segreto di Stato?
A sinistra il Presidente Giani è orgoglioso di avere avviato la campagna per le missioni all'estero della Misericordie. Ma i quattrini da dove vengono? I rimborsi ai suoi dirigenti, per quanto sono previsti? Che dice il "controllare Luca Bagnoli" è informato delle minacce di insubordinazione coatta dei livornesi? È forse da preferire e adottare il precetto del Senatore Razzi che non vogliamo nemmeno ricordarvi?
FIRENZE – PIOMBINO – SAN VINCENZO. La lettera del Coordinamento delle Misericordie di Livorno, si richiama alla riunione del 20 Giugno scorso e inizia con un incipit farcito di retorica e però sostanziale, per le conclusioni che appaiono, di taglio latamente minatorio: loro, vogliono avere “un dialogo concreto” (perché in via Steccuto forse non glielo permettono? Sono forse evasivi e criptici, ovvero suggestionanti, con anatemi e ricche formulazioni autoreferenziati?). Vediamo meglio il testo, seguendo un'analisi filologica leggera.
Premessa: Il valore del Volontariato e il rischio di blocco dei servizi
Il sistema del trasporto sanitario in Toscana – sia esso di emergenza-urgenza, che ordinario (omissis) – si regge da sempre sul pilastro insostituibile del Terzo Settore. Le Misericordie del Coordinamento di Livorno garantiscono ogni giorno capillarità, efficienza e umanità. Tuttavia, lo scenario economico e strutturale attuale sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di questo modello. Il volontariato non può e non deve produrre utili, ma non può e non deve operare in costante perdita rimettendoci risorse proprie.
Bene, bravo bis: concordiamo con il coordinamento livornese, ma vogliamo sapere altro e oltre.

Emanuele Giovani, Governatore della Misericordia di San Vincenzo, in camicia bianca a destra ha predisposto un lettera fumosa e approssimativa, ovvero viziata e illogica, molto equivoca. Ma è solo una sua incapacità o una tecnica per fare delle coercizioni trasversali al Colonnello e di riflesso alla Gioggia? Che succede a Livorno? Ma il problema c'è solo a Livorno o il problema è diffuso? Ci risponderà il Giovani?
L’incipit, dicevamo è fumoso e approssimativo sulla proposizione che lamenta di uno scenario “economico e strutturale” e così permette di investire, sul piano (il)logico e (s)deduttivo tutto e il contrario di tutto; esso ripropone – come al solito si riconosce in questa lettere a effetto trasversalistico – il fenomeno del “miracolo della casacca” un argomento che in via Steccuto conosco bene e possono cavalcare per la ignavia generalizzata della moltitudine dei volontari e così procedere, impunemente, nella malagestione del movimento che viene governato nelle contraddizioni e incongruenze statutarie più grossolane, ma credibili e credute. È eloquente che il Consiglio nazionale del 4 Luglio, sia praticamente secretato e nessuno sappia dire cosa sia successo, discusso e deliberato.
Il documento del Coordinamento livornese è però – e di questo siamo contenti – firmato da tale Emanuele Giovani, Governatore della Misericordia di San Vincenzo che non è facilmente reperibile in Misericordia: insisteremo...con delle telefonate.
La prima parte della lettera appelo, che ci impegna a considerare un effetto a tiro di rinterzo, coordinato dal Colonnello, ovvero da via Steccuto.
Sulle motivazioni tecniche fondanti la richiesta di detto coordinamento, non facciamo alcuna considerazione, ma le conclusioni, sono assai eloquenti, per la loro "coda" di chiusura, riaffermandosi il brocardo in cauda venenum.
Conclusioni (del Coordinamento livornese)
Se non si interverrà tempestivamente con un piano straordinario di adeguamento tariffario, le Misericordie di Livorno si troveranno, loro malgrado, nell'impossibilità materiale di garantire gli standard quantitativi e qualitativi dei servizi fino a oggi offerti, con conseguenti e inevitabili ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini e dei soggetti più fragili della nostra comunità.
La seconda parte della lettera con la velenosa e trasversale coda: valutino i lettori
Ma allora è da chiedersi:
1) Che cosa ha deliberato il Consiglio nazionale sul Coordinamento Livornese lo scorso 4 Luglio? La “vertenza” è stata aperta solo nella Provincia labronica o il problema è generalizzato e diffuso in tutta Italia (si perché anche Benevento piange, ma il resto del mondo, che dice)?
2) Davvero che Giani con il suo cerchio magico, non riesce a vedere dei “rami secchi” da tagliare, incominciando dai rimborsi spese e la gestione allegra di certi dirigenti che hanno – così ci dicono – dei ricchi rimborsi e ovvero sistemazioni alberghiere di top class, perciò davvero esose?
3) Ma anche le risorse di bilancio impegnate con delle spese per le missioni all’estero, delle quali abbiamo già parlato recentemente, che sembrano peraltro anche estranee alle disposizioni Statutarie, non potrebbero essere destinate per le Confraternite in crisi finanziaria: spendere meno, per spendere meglio?
4) Ma c’è una domanda extra da porsi: questa insolita e solitaria (tra le Provincie) nota scritta firmata da Emanuele Giovani, è forse strumentale per andare dalla Gioggia a chiedere un altro finanziamento da un paio di milioni a babbo morto, che tanto si pagherà noi?Perdonateci se siamo maliziosi, ma noi, non riusciamo a credere che il Colonnello Corsinovi non fosse informato della iniziativa dei suoi sodali e federati e che, dunque, non l’abbia impostata su un piano di conferenza interna: a pensare male si sbaglia? (No! quando sul tavolo ci sono soldi pubblici!).
5) Le altre agenzie di coordinamento provinciale della Toscana, davvero non hanno detto o scritto nulla? È possibile che solo a Livorno, con il Governatore Giovani di San Vincenzo, hanno chiesto vàini, mentre nel resto del territorio, sono belli e pasciuti? Ci sarà qualche segnalazione o si proseguirà nel solito silenzio tombale, poco evangelico?















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